Qualità, regole e incentivi: le richieste della Cia per risollevare il mondo agricolo


”La qualità e la diversificazione produttiva devono essere tutelate sui mercati interni e internazionali”. Lo ha sottolineato il presidente nazionale della Confederazione italiana agricoltori, oggi a Bari. ”Bene l’etichettatura e la tracciabilita’ del prodotto – ha aggiunto – pero’ ci vogliono anche politiche capaci di portare questa qualita’ sui mercati assegnando nella filiera una equa distribuzione di valore”. Per Politi, ”oggi noi assistiamo a una situazione nella quale c’e’ lo stesso prodotto che arriva sui nostri mercati con un ricarico di 15-20 volte di piu’: e’ insostenibile”. ”Chiediamo – ha sottolineato – piu’ attenzione. Abbiamo avanzato anche delle proposte molto chiare per regolamentare le filiere: la vendita diretta – ha ricordato – o il cosiddetto ‘km 0′ che gli agricoltori hanno sempre fatto. Pero’ non sono interventi risolutivi”. ”Non possiamo pensare – ha concluso – di bere tutto il vino prodotto in Puglia, dobbiamo esportarlo e per far questo ci vuole uno stato che funzioni”.
Il presidente della Cia ha poi rimarcato quelle che sono le richieste dell’associazione al governo nazionale: ”Noi – ha spiegato – ormai chiediamo da tempo, e mi auguro di non arrivare fuori tempo massimo stante la situazione di difficolta’ del settore primario, di fare una iniziativa per cercare di indicare un percorso agli agricoltori e all’agricoltura”. ”Indicando – ha aggiunto – qual e’ il ruolo che la societa’ e quindi anche la politica assegna al settore agricolo nell’attuale situazione dell’economia: questo e’ fondamentale”. Per Politi, ”oggi agli agricoltori si parla di sicurezza, qualita’, ambiente e territorio. Bene, ma ci deve essere anche – ha detto – un riconoscimento della societa’ verso gli sforzi di carattere imprenditoriale. E l’unico riconoscimento e’ quello di dare un giusto prezzo agli sforzi imprenditoriali”. Ma questo – ha rilevato – ”e’ quello che invece in questi ultimi anni non sta avvenendo”. Nella grande distribuzione – ha sottolineato – ”se c’e’ un giusto riconoscimento al prodotto che viene ceduto tramite una cooperativa che ha dei costi superiori, questi costi devono essere riconosciuti in maniera molto trasparente. Con la disponibilita’ a comunicarlo anche al consumatore”. Per quanto riguarda il discorso degli incentivi – ha concluso – ”per le risorse della Pac e’ inammissibile che l’unico criterio sia ancora il possesso della terra. E’ assurdo: tutte le risorse finanziarie, quelle che ci sono, vanno concentrate agli agricoltori”. (ANSA)

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