Quando la bufala è carioca

Non c’è pace per le mozzarelle. Nel mirino questa volta ci sono quelle di bufala, vero fiore all’occhiello dell’agroalimentare italiano. Peccato che di latte le bufale ne producano poco, mentre di mozzarelle di bufala se ne consumino, solo in Italia 33 mila tonnellate all’anno, e allora qualcuno ha trovato la scorciatoia.
A segnalarlo questa volta è niente meno che il Financial Times. Che pubblica la storia “esemplare” di una gigantesca fazenda vicina a San Paolo del Brasile che fornisce una quantita’ crescente di latte di bufala congelato con il quale sono poi prodotte mozzarelle in Italia. La fazenda Ilha Grande Investments, fondata da Antonio de Bernardinis, un imprenditore italiano di base a Londra, alleva infatti bufali su un’estensione di 80 mila ettari. Il latte ricavato e’ congelato istantaneamente, usando tecnologia italiana, e inviato in Italia a un ritmo di 170 tonnellate al mese, con una domanda che non smette di crescere. All’inizio, scrive il quotidiano finanziario britannico, a Napoli storcevano il naso all’idea di usare latte di bufala brasiliano per fare mozzarelle. Ma all’idea di una fonte quasi inesauribile di materia prima, proprio quello che piu’ scarseggia in Italia, i produttori di mozzarelle hanno presto messo da parte le preclusioni di qualita’ e origine.
Una notizia che non poteva non sollevare un’onda di commenti, a partire da Coldiretti che ancora una volta chiede di introdurre l’obbligo di indicare in etichetta l’origine della materia prima e ricorda che ”Per garantirsi l’origine nazionale del latte i consumatori devono acquistare mozzarella di bufala campana garantita dal marchio a denominazione di origine (Dop)”.
A puntare sul marchio Dop per avere la garanzia di consumare prodotti di qualità è anche l’assessore all’Agricoltura della Regione Campania, Vito Amendolara. ”Nessuno vieta di lavorare latte che non sia campano – dice – ma nessuno e’ autorizzato a chiamarlo prodotto dop e, quindi, idoneo per produrre mozzarella di bufala campana con marchio di origine garantita” intanto però annuncia anche la costituzione di una task force per la sicurezza alimentare.
Del resto la mozzarella di bufala ne ha già passate tante che di un’altra bufera, proprio, non avrebbe bisogno.

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