Querelle Piadina Igp: Consorzio, al Tar ha vinto ditta Modena

piadinaIl ricorso vinto davanti al Tar del Lazio è stato presentato da un’industria di Modena. E comunque, sarà fatto appello al Consiglio di Stato. Il Consorzio di Promozione della Piadina Romagnola punta i piedi nella querelle sull’Igp della piadina. L’associazione sostiene il disciplinare per l’Igp (Indicazione di origine protetta) che ha alla base della domanda pubblicata dall’Ue per, appunto, registrare l’eccellenza italiana ed arrivare al riconoscimento definitivo. Ma nei giorni scorsi Confesercenti Cesena, con l’Associazione per la valorizzazione della Piadina Romagnola di Cesena e Slowfood, avevano portato alla luce una sentenza del Tar del Lazio che dava ragione ad una azienda che quel disciplinare contrastava, parlando così di battuta d’arresto nell’iter dell’Igp. Igp contrastato, a loro dire, dai piccoli gestori dei chioschi del cesenate ma voluto dall’industria. Oggi il Consorzio ribatte, puntualizzando innanzitutto che quel ricorso sventolato come una vittoria dei piccoli produttori artigianali, è in realtà stato presentato dalla Crm Srl di Modena, che non solo è un’industria, ma sta pure a Modena, in Emilia, e non in Romagna. Per il Consorzio chi sostiene che il Disciplinare proposto è a solo esclusivo vantaggio delle grandi industrie è “in malafede”. Basterebbe leggerlo, dicono, per rendersi conto che non vi è nulla di ‘industriale’, ma è prevista una denominazione ‘lavorazione manuale tradizionale’ per i chioschi. Per il Consorzio chi vuol strumentalizzare la vicenda non comprende “che senza il riconoscimento Igp della Piadina , chiunque in giro per il mondo può registrare ed utilizzare tale nome per qualsiasi prodotto, realizzato come meglio crede, e commercializzarlo, anche in Romagna, avendo un indebito profitto dallo sfruttamento della fama e del prestigio della vera piadina”. Poi l’affondo: “l’Associazione per la valorizzazione della Piadina romagnola e Confesercenti Cesena rappresentano solo 14 chioschi di Cesena e non tutti gli altri 2.000. Più di 100 chioschi di Ravenna e Cervia hanno aderito alla nostra proposta ritenendo che sia giusta e corretta al fine di tutelare la Piadina Romagnola”. (ANSA)

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