Riaperte le trattative nella guerra del latte. Domani incontro a Brescia

mungitura 3L’associazione degli industriali del latte (Assolatte) ha accettato di riaprire la trattativa per la definizione del prezzo del latte e i blocchi negli stabilimenti di Parma e Brescia, messi in atto questa mattina dagli allevatori della Coldiretti, sono stati sospesi, anche se, in attesa dell’accordo, rimangono aperti tutti i presidi negli stabilimenti Parmalat a Collecchio, Auricchio a Cremona, Ambrosi a Castenedolo (Brescia), Sterilgarda a Castiglione delle Stiviere (Mantova) e Galbani a Caravaggio (Bergamo) e Corteolona (Pavia).

Domani alle 19 è fissato un nuovo appuntamento alla Prefettura di Brescia dove la trattativa sara’ condotta ad oltranza. Sul latte dunque è scontro: Coldiretti oggi ha organizzato i presidi degli allevatori e il presidente di Confagricoltura Federico Vecchioni definisce ”Inaccettabile e provocatoria” la proposta di prezzo del latte alla stalla avanzata ieri in Lombardia (0,315/euro lt). ”A fronte di quotazioni della materia prima e dei trasformati in crescita da alcuni mesi – sottolinea Vecchioni – gli industriali trasformatori hanno, infatti, preferito arroccarsi su posizioni conservatrici che non tengono in alcun conto dell’andamento del mercato”. ”La rottura della trattativa e’ stata giusta ed inevitabile. Ci auguriamo – ha concluso – che la controparte nell’incontro previsto per domani recuperi la volonta’ di sviluppare un confronto diverso e realisticamente collegato al mercato”.
A rischiare il tracollo è un settore che in Italia conta 43.861 aziende agricole che producono 111 milioni di quintali di latte dando lavoro a 178.800 persone, delle quali 129.000 negli allevamenti.
Il prezzo del latte alla stalla però non e’ assolutamente remunerativo. “E’ addirittura piu’ basso di quello praticato quindici anni fa – commenta la Cia perla quale ”appaiono sempre piu’ indispensabili interventi immediati, straordinari e concreti”.

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