Quote latte : 26 anni di battaglie. E intanto Bruxelles bacchetta l’Italia anche per la legge in difesa del made in Italy

Questa e’ l’eta’ del sistema delle quote di produzione di latte in Europa, e dalla sua creazione (26 anni fa appunto) l’Italia ha dovuto pagare all’Ue quattro miliardi di euro di multe mentre ne ha recuperate presso i produttori 300 milioni circa. Queste le principali tappe della vicenda. – 1984. Nasce il sistema delle quote latte con il voto contrario dell’Italia che riceve una quota di 8,3 milioni di tonnellate che passera’ a 8,8 l’anno successivo. L’Italia deve cosi’ acquistare dai partner il 60% del suo fabbisogno in latte. – 1991-1993. L’Italia comincia a introdurre le quote dopo una condanna della Corte Ue. Il governo Andreotti indica la produzione nazionale in 11,1 milioni di tonnellate. All’Italia l’Ue ne riconosce 9,9 e uno sconto di circa 3.000 miliardi di lire sulle multe per il periodo 1989-1993. – 1994. L’Italia raggiunge un accordo che fissa la multa a 3.620 miliardi di lire e il ritiro di tutti i ricorsi pendenti. – 2003. Accordo dei ministri delle Finanze Ue che permette ai produttori italiani di pagare le multe in modo rateizzato su un periodo di 14 anni, senza alcun interesse, a partire dal gennaio – 2004. L’intesa riguarda circa 23.500 produttori e multe per 648 milioni di euro. – 2008 – Italia ottiene l’aumento del 5% della sua quota di produzione di latte che sale cosi’ a 11,3 milioni di tonnellate per il periodo 2009-2010; l’incremento della quota consente di porre fine ai surplus di produzione e quindi alle multe. Ma dicevamo , alla ribalta europea non solo le quote latte, ma anche la legge sul Made in Italy, he procura una doppia “bacchettata” al nostro paese.
L’esito era atteso, ma Bruxelles non nasconde la propria ”delusione” per l’approvazione dell’emendamento a favore della proroga del pagamento delle multe per i produttori di latte contenuto nella manovra varata dalla Camera. E’ stato lo stesso commissario europeo all’agricoltura, Dacian Ciolos, a bacchettare l’Italia poco dopo l’annuncio della votazione definitiva sul decreto legge. ”La Commissione europea – ha detto – e’ delusa di apprendere che l’Italia ha votato una misura che sembra essere contraria alle regole dell’Ue”. Ora il provvedimento, per la parte che riguarda la proroga del pagamento delle multe, sara’ esaminato attentamente dagli uffici legali della Commissione ”che non esitera’ – ha sottolinea Ciolos – a intraprendere contro l’Italia l’azione necessaria se dovesse verificare che la misura non e’ conforme alle regole europee”. Cosi’, 26 anni dopo la creazione del sistema delle quote latte, l’Italia rischia di dover affrontare con Bruxelles un’ennesima contesa. E questo, mentre si intravede la fine del sistema che terminera’, salvo sorprese, il 31 marzo 2015. Insomma, Bruxelles non sembra disposta a chiudere un occhio. ”Anche se la misura riguarda meno di 100 produttori di latte – hanno osservato fonti comunitarie – il voto sembra chiaramente contrario alla decisione Ue, e percio’ questo e’ inaccettabile per la Commissione”. In poco piu’ di due settimane Roma ha ricevuto due lettere di messa in guardia dall’Europa che ha seguito passo passo il dibattito e le votazioni al Senato e poi alla Camera. La prima lettera del 9 luglio scorso, indirizzata al ministro per le politiche agricole Giancarlo Galan, porta la firma di Ciolos. Il quale, citando l’emendamento in discussione, affermava senza mezzi termini che la proroga ”sarebbe non solo in netto contrasto con il diritto Ue, ma anche con i ripetuti impegni assunti a livello politico dal governo italiano, di imporre una rigorosa ed efficiente applicazione del regime delle quote latte in Italia”. Dopo poco piu’ di due settimane e’ stato poi il direttore generale per la politica agricola alla Commissione a scrivere all’Italia lanciando un avvertimento ancora piu’ chiaro: ”Ogni modifica delle regole fissate nel 2003 sulla rateizzazione del pagamento delle multe per le quote latte (l’accordo fu raggiunto dal Consiglio ecofin dall’allora e attuale ministro dell’economia Giulio Tremonti), potrebbe violare le norme europee sugli aiuti di Stato”. E a questo punto a Bruxelles si fa sempre piu’ strada l’ipotesi che nei confronti dell’Italia possa essere aperta in tempi stretti una nuova procedura d’infrazione. Ma nel mirino dell’esecutivo comunitario non c’e’ solo la questione delle multe per le quote latte. E’ sempre di questi giorni l’altola’ lanciato da Bruxelles sulla legge per il ‘Made in Italy’, altro provvedimento in contrasto con le norme comunitarie. Ed anche su questo fronte se Roma non interverra’ con opportune modifiche prima dell’entrata in vigore della norma, c’e’ il rischio che si arrivi a una nuova procedura d’infrazione.

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