Quote latte: a Bologna il commissario Gulinelli. 84 gli allevatori non in regola in ER

Ci auguriamo che con il 2010 si concluda la trentennale vicenda delle quote latte e che si arrivi finalmente ad una trasparenza del settore, che consenta di conoscere e riconoscere la vera produzione di latte italiano in modo da poter combattere le situazioni di contraffazione e di importazioni anonime. E’ l’auspicio espresso dai dirigenti di Coldiretti Emilia Romagna, che questa mattina hanno incontrato a Bologna il commissario straordinario per le quote latte, Paolo Gulinelli, al termine di un’annata in cui per la prima volta il nostro Paese non ha superato la propria quota di produzione latte e pertanto per la prima volta non saranno pagate “multe” all’Unione europea.
“Ci sono tutti i presupposti – ha detto Gulinelli – perché la produzione di latte italiano sia coperta dalle quote, mentre per il passato la legge dà una via d’uscita per chi ha superato la quota, con rateizzazioni di assoluto interesse, fino a trenta anni. Speriamo – ha concluso – che i produttori aderiscano a questa proposta”.
Per troppo tempo – sottolinea Coldiretti Emilia Romagna – la questione quote ha monopolizzato qualsiasi dibattito sugli allevamenti, creando un insostenibile clima di incertezza, che ha penalizzato gli allevatori italiani e ha favorito l’introduzione nel nostro Paese di prodotti di indubbia origine. In Italia – ricorda Coldiretti Emilia Romagna – è obbligatorio indicare la provenienza solo nell’etichetta del latte fresco, mentre per tutti gli altri prodotti lattiero-caseari non c’è nessun obbligo di etichettatura. E’ così che in Emilia Romagna a fronte di una produzione di 1,7 milioni di tonnellate di latte alimentare, entrano 2,6 milioni di quintali di latte pastorizzato, 2,6 milioni di latte trattato termicamente per fare formaggi, 2 milioni di latte in polvere destinato al consumo umano, 1,4 milioni di latte crudo. Tutti prodotti che finiscono sugli scaffali di vendita, magari sotto l’egida di un marchio italiano, che induce ingannevolmente il consumatore a scambiarli per nostrani.
La possibilità che si possa arrivare presto a fare chiarezza sulle quote latte – sostiene Coldiretti – significa fare un passo avanti verso la trasparenza a favore dei 4.200 allevatori che in Emilia Romagna producono latte in piena legalità, visto che, secondo i dati del ministero della Politiche agricole, nella nostra regione i produttori di latte non in regola con le quote sono solo 84.
Per riportare trasparenza nel settore, oltre a chiudere la vicenda delle quote – conclude Coldiretti – sarà fondamentale anche estendere l’obbligatorietà dell’etichetta d’origine anche al latte a lunga conservazione e a quello impiegato per le produzioni casearie.

5 Commenti in “Quote latte: a Bologna il commissario Gulinelli. 84 gli allevatori non in regola in ER”

  • miro scritto il 25 novembre 2010 pmgiovedìThursdayEurope/Rome 18:14

    vedo con piacere che,finalmente,anche coldiretti avanza seri dubbi sulla effettiva produzione di latte in Italia, finalmente anche coldiretti si auspica che venga fatta chiarezza sulla reale produzione e che venga interrotto quel continuo traffico truffaldino di finto latte spacciato per Italiano. Speriamo che anche a livello istituzionale ora si faccia qualcosa per salvare quel poco che resta della nostra zootecnia adottando quelle misure che vadano incontro alle aziende aiutandole ad uscire dalla tremenda crisi in cui versano ,speriamo che con buona volontà si faccia reale chiarezza su tutto il sistema latte e non si continui a penalizzare famiglie di onesti produttori sin quì truffati da un sistema corrotto e poco attento alle reali esigenze del paese. Sarà comunque dura riuscire a risolvere il problema latte se si continua a lasciar gestire il sistema ad un commissario come il sig.Gulinelli,personaggio che è lì da decenni e che il problema a contribuito a crearlo!!!!

  • billy scritto il 26 novembre 2010 amvenerdìFridayEurope/Rome 9:49

    Sono belle le parole espresse dal Sign.Gulinelli,MA SUONA STRANO che dica le STESSE COSE che i COSPA è da DECENNI che lo DICHIARANO!!! CI SONO STATE “MOLTE” INREGOLARITA’ !!!! Ed è giusto che se queste inregolarità ci SONO STATE si faccia chiarezza “VISTO CHE C’E'” una INCHIESTA che lo AFFERMA!! IL FUORI QUOTA DI PRODUZZIONE DI LATTE NON C’E’ MAI STATA!!!(per l’ITALIA) ORA la COMMISIONE EUROPEA NE DEVE PRENDERE ATTO!!! E “””BASTA METTERE PRODUTTORI UNO CONTRO ALL’ALTRO”””.

  • miro scritto il 26 novembre 2010 amvenerdìFridayEurope/Rome 10:43

    ben detto BILLY, ben detto ! I produttori tutti, devono rendersi conto di essere stati vittime di un sistema truffaldino che non ha di certo fatto i lori interessi. Restiamo uniti ragazzi!!!
    cia a tutti MIRO

  • Andrea Verlicchi scritto il 27 novembre 2010 pmsabatoSaturdayEurope/Rome 18:19

    Vorrei ricordare la presenza del sito http://www.milkmaps.com dove potete trovare i distributori di latte crudo alla spina in Italia. Ce ne sono a bizzeffe! Date un’occhiata. 

  • davide scritto il 28 novembre 2010 pmdomenicaSundayEurope/Rome 17:50

    pero questo insiste x rateizzare il passato.ragazzi non firmate alcun tipo di rateizzazione che tra poco sara finita!!!!!cospa e cosplat avranno riconosciuta la propria vittoria!ciao e non molliamo

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