Quote latte: a Torino riconosciuta associazione a delinquere, 22 condanne


E’ stata riconosciuta l’associazione per delinquere al processo d’appello, che si è chiuso oggi a Torino, per i cosiddetti Cobas del latte: la causa, a carico di 54 imputati, riguardava un meccanismo che, secondo l’accusa, permetteva di eludere in maniera irregolare il prelievo sulla produzione fuori quota. La pena più elevata è stata inflitta a Giovanni Robusti, ex europarlamentare della Lega Nord: quattro anni e sei mesi di carcere. Il pm Ennio Tomaselli, considerando anche il fatto che molti degli episodi erano caduti in prescrizione, aveva chiesto ventidue condanne. Al processo di primo grado, celebrato dal tribunale di Saluzzo (Cuneo), l’associazione per delinquere non era stata applicata. “La legalità vince”: questo il commento di Maria Grazia Pellerino, avvocato di parte civile per Coldiretti, Cia, Confagricoltura e Confcooperative. “E’ una vittoria – aggiunge – per chi credere che le regole che la comunità si dà vadano rispettate e per chi crede che il denaro pubblico appartenga a tutti e tutte”.
Sono state tutte condannate dalla Corte d’appello di Torino, con pene comprese tra un anno e quattro anni e sei mesi, le 20 persone ritenute dall’accusa il cuore dell’associazione per delinquere finalizzata alla truffa nell’ambito del processo per le quote latte. Condanne minori per gli altri due imputati. E’ stata riconosciuta, come richiesto dal procuratore generale Ennio Tomaselli, la prescrizione per ulteriori 33 imputati. In primo grado l’ex europarlamentare della Lega nord Giovanni Robusti, ritenuto dall’accusa figura chiave del sodalizio, era stato condannato a una pena di tre anni e sei mesi di reclusione: l’aumento di un anno è da attribuirsi appunto al riconoscimento del reato di associazione per delinquere, che era stato escluso dal verdetto di primo grado emesso dal tribunale di Saluzzo (Cuneo). Un’altra novità rispetto al primo grado di giudizio è stata l’ammissione del Codacons tra le parti ammesse al risarcimento, che verrà quantificato successivamente in sede civile. (ANSA).

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