Quote latte, Bossi: emerge la verità, valutiamo se parlarne con l’UE

”Sta emergendo la verita’ sugli agricoltori che sono stati truffati da 4 delinquenti. Il latte non c’era cosi’ come non c’erano le mucche e lo Stato paga delle multe per un latte inesistente. Stiamo valutando se vale la pena parlarne con l’Europa”. Lo afferma il leader della Lega Nord Umberto Bossi, conversando con i cronisti e spiegando quale sia stato uno degli argomenti dell’incontro con Giulio Tremonti.
Fabio Rainieri, parlamentare della Lega Nord e segretario della commissione Agricoltura alla Camera, aggiunge: ”Dopo il lavoro svolto dalla commissione voluta dall’ex ministro Zaia, che ha portato sul tavolo della discussione una verità diversa da quella che alcuni andavano raccontando sul fronte delle quote latte, le cose sembrano finalmente diventare più chiare”. Le indagini dei carabinieri del Nac – spiega Rainieri – così come ha sottolineato il ministro Umberto Bossi, hanno dimostrato quello che la Lega dice da sempre e cioè che i dati relativi alla produzione interna di latte non sono quelli che alcuni funzionari hanno denunciato negli anni passati in Ue. Oggi e’ dunque necessario – aggiunge Rainieri – tentare di risolvere al più presto il problema che da troppi anni danneggia il settore più importante dell’agricoltura Padana. Per questo si valuterà la possibilità di andare a Bruxelles per riprendere tutta la discussione da capo. Non dimentichiamoci, infatti, che negli anni passati già due Stati membri hanno chiesto il rimborso dei soldi versati e non dovuti, a causa di erronei conteggi, alla Ue”.
Secco il commento del presidente della commissione agricoltura del Parlamento europeo, Paolo De Castro (S&D): ”In merito al pagamento delle multe sulle quote latte, l’Europa non potra’ fare altro che far rispettare le regole, cosi’ come chiaramente espresso dal commissario europeo all’agricoltura Dacian Ciolos, in una lettera al governo italiano del luglio scorso. ‘L’unica cosa – ha aggiunto De Castro – che potra’ fare rientrare una eventuale procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia, conseguenza dalla recente legge Zaia sul latte, e’ proseguire nel programma che sta portando avanti con coerenza il ministro Galan, che si basa su un pieno rispetto delle regole”.
Da parte sua, il ministro dichiara “Sulle quote latte non ritengo possibile che l’Unione Europea abbia sbagliato i calcoli. Il quadro e’ definito”, ha proseguito il ministro, che poi ha spiegato di aver parlato con ”Bossi, suo figlio, Calderoli e Tremonti. Che mi hanno chiesto se c’e’ una possibilita’ che si sia sbagliato nel passato. Ho risposto che non c’e’ possibilita’. Mi e’ stata chiesta una settimana per andare in Europa a vedere se l’Ue e’ in un momento di particolare clemenza”. Galan ha fatto capire di essere disponibile a farlo, ”di fronte ad una richiesta cosi’ accorata, soprattutto se me lo chiede Tremonti. E una settimana non cambia niente”, ma che, a suo avviso, si tratterebbe di ”un tentativo disperato”. Ha infine sottolineato che la questione riguarda 116 allevatori. Dei 563, ha detto, 152 hanno pagato o hanno avuto una sospensione dal Tar; 295 non producono piu’ latte e gia’ stanno ricevendo i decreti ingiuntivi; 116 sono debitori di oltre 38 milioni di euro. (ANSA).

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