Quote latte: Cia, “storia infinita che sarebbe dovuta essere già chiusa”


Torna di attualità l’eterno tema delle quote latte: 19 produttori reggiani devono pagare oltre 5 milioni di euro, ma quasi tutti sono in regola, perché hanno acquistato o affittato le quote o si sono adeguati alle normative ed hanno chiesto la rateizzazione del debito accumulato. Restano alcuni ‘irriducibili’ come del resto avviene in altre regioni.

“A fine giugno scade la proroga al pagamento della prima rata, concessa alcuni mesi fa (a posteriori) per chi ancora non ha cominciato a pagare: un favore che l’allora ministro Zaia e la Lega Nord continuano a perpetuare a beneficio di alcuni, ed a scorno di tanti allevatori che hanno cercato di stare alle regole”, è il commento del responsabile economico della Cia di Reggio Emilia Giorgio Davoli.

“La proroga sta per scadere –aggiunge- nel silenzio generale. Stavolta quindi si dovranno tutti quanti adeguare e finalmente tutti cominceranno a pagare il super-prelievo (che l’Unione europea comunque trattiene dai fondi per l’agricoltura che dovrebbe erogare)? Temiamo che si stia invece preparando l’ennesima beffa, in accordo tra l’attuale Ministro (Responsabile, secondo la sua collocazione politica) e le schiere nordiste”.

“Naturalmente ci auguriamo che non si verifichi quanto temiamo –afferma Davoli- nel frattempo prendiamo atto positivamente del pronunciamento della Coldiretti reggiana che afferma che è ora che tutti paghino. Ritrovarci su posizioni comuni è importante, altrettanto lo sarebbe stato se quando Zaia propose il provvedimento (mai applicato veramente) per consentire una nuova rateizzazione, la stessa Associazione non avesse fatto finta di nulla, in nome della ricerca di un rapporto privilegiato con il Ministro di allora, e dello scambio con il riconoscimento della natura agricola dei Consorzi agrari. E’ con rammarico, ma per rimarcare la verità dei fatti, che lo ribadiamo, prendiamo però atto che una volta venuti a meno i punti di riferimento ministeriali, la Coldiretti si schiera su posizioni che Cia ed altre Organizzazioni sostenevano già allora. Ciò è un bene, poiché siamo convinti che una comune azione delle Organizzazioni agricole è la sola strada utile per ottenere quell’attenzione che il settore agricolo e dell’allevamento meritano”.

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