Quote latte, Fedagri chiede a Napolitano e Antitrust di tutelare i produttori onesti e garantire la competitività

Garantire parita’ di trattamento tra tutti produttori di latte, quelli in regola con le quote, che sono la stragrande maggioranza (oltre 39.000), e quelli (una sparuta minoranza di 563 aziende) inadempienti. Lo afferma il documento inviato da Fedagri-Confcooperative alle massime autorita’ politiche, governative parlamentari e di controllo: dal Presidente della Repubblica, all’autorita’ Antitrust, alla Corte Costituzionale, ai Ministri competenti e alle commissioni parlamentari. ”Vogliamo ricordare alle autorità che ci sono 39mila produttori che debbono essere tutelati e messi in una condizione di parità competitiva” afferma Tommaso Mario Abrate presidente del settore latte. La riforma 2009, presentata dall’allora ministro dell’agricoltura Luca Zaia, che assegnava proprio ai produttori inadempienti la maggior parte delle nuove quote, trovava – ricorda Abrate nel documento – il suo punto di equilibrio e di equita’ in due precise condizioni: il pagamento da parte loro delle multe pregresse, con le più ampie dilazioni di tempo, e la costituzione di un plafond di 45 milioni di euro a favore dei produttori in regola, finalizzato a consentire loro di rinnovare i mutui e i debiti contratti per l’acquisto delle quote. ”Ad oggi – sottolinea – nessuna delle contropartite assicurate è stata applicata: i Cobas mantengono le quote senza pagare le multe, anzi i termini di pagamento sono stati già una volta rinviati e potrebbero essere ulteriormente prorogati, mentre il fondo promesso, seppure formalmente previsto dalla legge 33 del 2009, è rimasto una pia illusione”. ”La verita’ e’ che i produttori in regola sono stati illusi” attacca Abrate e aggiunge ”Se lo Stato non e’ in grado di applicare le norme ”chi le ha rispettate sia messo nelle stesse condizioni degli altri: dando loro la possibilita’ di presentare ricorsi alla magistratura, sospendendo le rate delle multe ancora da pagare, restituendo le multe gia’ versate e rimborsando le spese che hanno sostenuto per l’acquisto delle quote”. (ANSA).

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