Quote latte: Galan accogliere l’emendamento della Lega “nè legale, nè etico”

Ieri la Lega Nord ha presentato un emendamento al decreto Milleproroghe per chiedere lo spostamento del pagamento delle multe per le quote latte al 30 giugno 2011. Una proposta seguita dalla levata di scudi delle associaioni professionali agricole e dalla richiesta di Nicodemo Oliverio, capogruppo del Pd nella commissione Agricoltura della Camera, che il ministro delle Politiche Giancarlo Galan “battesse un colpo”.
Oggi la dichirazione di Giancarlo Galan “Non ci sarà nessuna proroga del pagamento delle multe delle quote latte. Mi rivolgo ai parlamentari di maggioranza ed opposizione, perché venga bocciato l’emendamento leghista al decreto legge Milleproroghe, che prevede lo slittamento a giugno del pagamento delle multe sulle quote latte. Un emendamento che non può e non deve essere accolto, farlo non sarebbe né legale né etico. Le leggi vanno rispettate e il termine per il pagamento delle multe è scaduto il 31 dicembre. I produttori inadempienti, che rappresentano soltanto l’1,2 % di tutti i produttori, hanno già ricevuto l’ingiunzione di pagamento.
Inoltre, in base ad un principio fondamentale della normativa comunitaria, ogni Stato membro deve garantire la tutela dei fondi comunitari equivalente a quella riservata dall’erario nazionale, dimostrando in ogni circostanza la massima diligenza nelle azioni di recupero dei crediti comunitari. Se approvato dunque, l’emendamento comporterebbe l’apertura di una procedura di infrazione da parte dell’Unione Europea nei confronti dell’Italia. Una cosa che non possiamo permetterci e che minerebbe la credibilità che attualmente ha il nostro Paese in Europa” il ministro Galan ringrazia infine Coldiretti, Cia e Confagricoltura per quanto già dichiarato in opposizione all’emendamento di cui sopra, e invita tutti a riflettere sul fatto che “essendo io impegnato a sostenere nelle istituzioni europee la nostra legge sull’etichettatura trasparente, la mia posizione risulterebbe assai indebolita se passasse l’ennesima ‘furbata all’italiana’, volta a premiare chi non rispetta le normative comunitarie”.

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