Quote latte: i trattori tornano a Bruxelles, mentre l’Italia rischia l’infrazione

Ministro si dimette? ”Ma che dimissioni, si dimettera’ chi causa multe e sanzioni europee all’Italia”: cosi’ ha risposto ai cronisti il ministro per le politiche agricole, Giancarlo Galan al suo arrivo a Bruxelles al consiglio agricoltura e ha poi aggiunto”Bisogna tenere duro” sulla vicenda delle quote latte, ”e spero che il Parlamento italiano abbia un minimo di dignita”’. Galan si e’ poi chiesto: ”con quale credibilita’ un ministro puo’ affrontare una battaglia come questa per la politica agricola comune. Con quale faccia si presenta in un consesso europeo quando in Italia deliberatamente i parlamentari della maggioranza vanno contro le norme europee?”.
Intanto oggi a Bruxelles, dopo sei mesi di tregua, i produttori del latte siono tornati a manifestare davanti alla sede della Commissione Ue. Da stamane la sede del Consiglio Ue, dove si tiene la riunione dei ministri agricoli dei 27, e il palazzo Berlaymont, sede dell’esecutivo europeo, sono circondati da cavalli di frisia per tenere a distanza i manifestanti e molti sono i poliziotti mobilitati. Alla manifestazione – indetta dall’European Milk Board – saranno presenti anche oltre un centinaio di produttori italiani, partiti ieri sera da Brescia in due pullman. A guidarli Roberto Cavaliere, rappresentante nazionale del Copagri e membro dell’Emb.
Non c’è pace dunque sul fronte del latte.
Una storia lunga più di vent’anni, quella delle quote, che ha visto l’Italia pagare all’Ue piu’ di 4 miliardi di euro di multe; dai produttori sono stati recupertai circa 300 milioni mentre ci sarebbero invece state le condizioni per arrivare a una cifra vicina al miliardo.
Il sistema europeo delle quote latte si e’ rivelato dunque per l’Italia un vero e proprio fallimento dal punto di vista finanziario, in quanto il pagamento delle multe e’ ricaduto in gran parte sui contribuenti italiani. Cosi’, all’indomani della lettera che il commissario Ue all’agricoltura Dacian Ciolos ha inviato al ministro per le politiche agricole Giancarlo Galan, sul rischio d’infrazione se dovesse ripetersi il rinvio dei pagamenti, il ‘caso Italia’ e’ di nuovo sotto la lente d’ingrandimento degli esperti alla Commissione europea e a Bruxelles, negli ambienti comunitari, non si nasconde una certa irritazione in quanto si riteneva chiuso il dossier Italia sulle quote latte dopo che nel 2008, in occasione del bilancio di revisione della politica agricola comune, l’Italia – unica in Europa – anche grazie alla proposta della Commissione Ue ottenne un aumento del 5% della quota di produzione che permettera’ per la prima volta all’Italia nella campagna di produzione 2009-2010, di non superare la propria quota e quindi di non pagare nuove multe.
Ora resta da sistemare il passato e la lettera di Ciolos a Galan, e’ da interpretare come una seria messa in guardia. Anche perche’ sulla questione delle quote latte l’Italia e’ gia’ stata condannata una volta dalla Corte di giustizia dell’Ue, e l’avvio di una eventuale nuova procedura sarebbe accompagnato – come prevede la normativa europea – da ammende per lo Stato membro, che possono essere anche giornaliere, fino all’attuazione piena degli obblighi, ed estremamente salate.

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