Quote latte: insufficiente la rateizzazione

frisoneLa rateizzazione in tre anni delle multe per il superamento delle quote latte nell’annata 2014-2015, l’ultima del regime delle quote medesime, è eccessivamente onerosa per le imprese e difficoltosa in termini di ottenimento, dal sistema bancario e assicurativo, delle prescritte e necessarie fideiussioni. Situazione aggravata dai prezzi del latte alla stalla ai minimi storici del mercato e dalla scarsissima liquidità derivante dagli impegni finanziari finalizzati all’efficientamento delle aziende. Questo l’allarme lanciato da Filippo Gasparini, vice presidente di Confagricoltura Piacenza e Presidente della Sezione di prodotto lattiero casearia dell’Associazione. La fine del regime delle quote è coincisa con la pesantissima crisi di mercato del latte alla stalla e non è avvenuto, a livello comunitario, il tanto atteso “atterraggio morbido”, che fosse in grado di accompagnare nella transizione un settore congelato per più di trent’anni nel regime delle quote. In aggiunta ai provvedimenti assunti a livello nazionale con la legge 91/2015, che ha previsto la rateizzazione triennale delle multe 2014-2015, oggi giudicata ampiamente insufficiente, e ai provvedimenti annunciati nei giorni scorsi nel corso del cosiddetto “Tavolo latte”, occorre, secondo Gasparini, proporre, al pari di quanto in divenire in altri Stati europei, una serie di provvedimenti più coraggiosi ed efficaci, a partire da una rateizzazione delle multe per i recenti splafonamenti almeno decennale, per consentire agli allevatori di affrontare la liberalizzazione dei mercati senza questa insostenibile zavorra, sotto la quale, date le circostanze, rischierebbero di soccombere.
Il tutto, per non incorrere nelle censure europee, dovrebbe essere proposto al Consiglio straordinario dei Ministri dell’agricoltura dell’UE, previsto per l’inizio di settembre in seguito alle richieste pressanti di alcuni Paesi, alle prese, al pari del nostro, con una congiuntura di settore drammatica, e che in alcuni casi ha dato origine a proteste poi sfociate in manifestazioni eclatanti di dissenso quando non in autentici disordini, incredibilmente sottaciuti dalla gran parte dei media continentali.

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