Quote latte: Rabboni chiede a Zaia la dilazione dei tempi di pagamento della sesta rata

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Da oltre un anno il prezzo del latte alla stalla e dei formaggi, in particolare del Parmigiano Reggiano e del Grana Padano – è largamente inferiore ai costi di produzione. Questa situazione, comune all’intera Unione Europea, sta mettendo in discussione la sopravvivenza di molte imprese zootecniche, impossibilitate a rispettare le normali scadenze di pagamento a causa della drammatica carenza di liquidità. Entro la fine del’anno la situazione rischia di aggravarsi ulteriormente per i produttori che hanno aderito alla regolarizzazione dei prelievi legati alle quote latte nel lontano 2003 i quali saranno chiamati al pagamento della sesta rata dell’importo dovuto.
“Siamo di fronte – ha dichiarato l’assessore regionale all’agricoltura, Tiberio Rabboni – alla crisi gravissima di uno dei settori più qualificati della nostra agricoltura. In Emilia – Romagna 3.200 aziende hanno deciso, da lungo tempo, di chiudere il contenzioso con l’Unione Europea per proseguire la propria attività nel pieno rispetto delle regole. I pagamenti sono stati regolari fino allo scoppio della crisi. La scadenza di fine anno, per la quale è previsto un prelievo di oltre 6 milioni di euro, rischia ora di dare il colpo di grazia agli allevamenti più qualificati che hanno investito sul proprio futuro. Per questo motivo, in accordo con la Regione Lombardia, ho chiesto formalmente al Ministro Zaia la proroga della scadenza del saldo della sesta rata del prelievo supplementare”. “Si sta inoltre determinando – ha proseguito Rabboni – una situazione paradossale. Gli allevatori che hanno rispettato la legge 119 del 2003 sono svantaggiati rispetto a quelli che hanno continuato a sforare le quote di produzione e che sono rientrati nelle modalità di regolarizzazione previste dalla legge 33 del 2009.”
Quest’ultima procedura di riscossione è infatti bloccata a causa di ulteriori contenziosi giudiziari, di conseguenza i produttori interessati non dovranno rispettare la scadenza di fine anno. “Anche per questo – continua Rabboni – la dilazione è necessaria, così come sono necessarie ed urgenti iniziative comunitarie e nazionali per sostenere, in modo temporaneo, ma significativo, il settore. Invece, nonostante le giuste proteste degli allevatori che hanno riempito le cronache di questi ultimi giorni, a Bruxelles si continua a non decidere mentre le aziende chiudono i battenti”.
La Regione Emilia-Romagna ha avviato diverse iniziative per contrastare gli effetti della crisi del comparto lattiero-caseario. Con risorse del bilancio regionale sono stati stanziati un milione e mezzo di euro per abbattere il costo del denaro a favore delle aziende agricole regionali, che si aggiungono ai 500 mila euro a favore dei Consorzi Fidi per la riduzione dei tassi di interesse a favore delle aziende zootecniche coinvolte nella crisi del Parmigiano e di quelle del settore suinicolo. Nel bando per i progetti di filiera del Programma di Sviluppo Rurale 2007 – 2013, la cui scadenza è stata prorogata al prossimo 16 novembre, sono previsti 28 milioni di euro di risorse pubbliche al settore lattiero-caseario. Infine sono stati decisi, utilizzando risorse aggiuntive, oltre 18 milioni di euro per interventi strutturali a favore del settore lattiero caseario regionale. A livello nazionale – ricorda ancora Rabboni – siamo riusciti ad ottenere, dopo un lungo confronto, 40 milioni di euro derivanti dal riparto delle risorse previste dall’art. 68 della nuova PAC, per il sostegno alla produzione di latte di alta qualità e il ritiro di circa 100.000 forme di Parmigiano da destinare agli aiuti per indigenti per un impegno di 29 milioni di euro. “

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