Quote latte un anno dopo

bovini latteUn anno fa nell’Unione europea finiva il regime delle quote latte. Oggi gli allevatori del Vecchio Continente si ritrovano in piena crisi, alle prese con un eccesso di produzione (+5,6% a gennaio 2016 rispetto a gennaio 2015) e discesa dei prezzi. Stando ai dati dell’Osservatorio del mercato Ue, fra il ‘prima’ e il ‘dopo’ il regime delle quote, gli italiani però in percentuale hanno perso meno di altri. Stando ai dati riferiti alla Commissione europea dai 28 Stati membri, a gennaio 2016 un litro di latte crudo nel Belpaese veniva pagato al produttore 34,38 centesimi, contro i 35,54 centesimi dello stesso mese dell’anno prima, registrando un calo del 3% e piazzandosi al di sopra della media Ue, che a gennaio 2016 si attestava a 29,61 centesimi al litro (-7% rispetto a gennaio 2015). Altri allevatori europei, sempre sul latte crudo, soffrono perdite percentuali maggiori: l’Irlanda scende del 12%; Polonia, Francia e Belgio dell’8%; la Germania del 7%. Gli italiani nella classifica Ue sono al quinto posto con gli austriaci (34,4 centesimi), dopo il record di Cipro (58,5 centesimi), Malta (47,5), Grecia (41,6) e Finlandia (38,7). Dopo gli italiani e austriaci solo sloveni, croati, britannici, spagnoli e danesi si ritrovano al di sopra della media Ue di 29,6 centesimi al litro. Seguono irlandesi (29,4 centesimi), olandesi (29,3), francesi (29,1), lussemburghesi (29), tedeschi (28,9) e belgi (28,7), mentre in fondo alla classifica compaiono estoni (23,4), lituani (22,6) e lettoni (22). Nonostante la crisi, le consegne di latte crudo fra gennaio 2015 e 2016 nell’Ue però sono ancora in aumento, con l’Irlanda a quota +19,95%, Belgio a +17,2% e Olanda a +15,5%, mentre l’Italia si ferma a +4,4% e la Francia a +1,6%.
Ansa

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