Rabboni: perseguitare la contraffazione in Europa

Perseguitare la contraffazione dei prodotti protetti in sede europea. Lo ha chiesto a Reggio Emilia l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni nella tavola rotonda ‘Eccellenze agro-alimentari dell’Emilia-Romagna fra tutela della tradizione e internazionalizzazione dei mercati’ organizzato dalla Regione e da ‘il Resto del Carlino’ nell’ambito delle celebrazioni per i 125 anni della testata bolognese. Al convegno (moderato dal giornalista Lorenzo Frassoldati) erano presenti il direttore di ‘QN-il Resto del Carlino Pierluigi Visci’ e il vice direttore Pierluigi Masini. Al convegno e’ intervenuto in video conferenza da Bruxelles l’ex ministro Paolo de Castro, oggi presidente della Commissione agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo. ”In Emilia Romagna abbiamo 33 prodotti a indicazione geografica protetta – ha detto Rabboni – siamo la regione che vanta un primato in quanto a numero di prodotti tuelati dall’Unione Europea. Questi prodotti sono identita’, ma anche economia. E’ un aspetto importante da sottolineare quando si parla di prodotti dop e igp che in Emilia-Romagna fanno un fatturato alla produzione e soprattutto al consumo di diversi miliardi”. ”Nel primo semestre 2010 i dati parlano di consumi agroalimentari diminuiti del 2,6% in Italia – ha ricordato l’assessore -, ma per i prodotti Dop il dato e’ in controtendenza, abbiamo un piccolo incremento rispetto ad anno precedente”. Sull’export i prodotti Dop e Igp registrano un aumento del 7-8% rispetto al 2009. L’assessore ha sottolineato il rischio per questo settore della ”contraffazione, la grande ipoteca su dop e igp”. ”Non e’ solo il danno rappresentato da un prodotto che e’ falso e evoca uno originale, ma e’ un prodotto diverso che si propone falsamente come artigianale mentre in realta e’ prodotto con tecnica industriale e con costi di produzione infinitamente piu bassi di quelli originali”. La Regione quindi chiede di ”perseguire la contraffazione sul piano europeo”. ”Oggi non e’ cosi’, l’Ue registra i prodotti dop e igp ma non ha gli strumenti legislativi per perseguire negli Stati membri le contraffazioni. Il caso Parmesan e’ emblematico. Noi chiediamo che il nuovo regolamento in sede europea persegua le contraffazioni in tutti i paesi europei, anche se si tratta di un prodotto originario di un altro Paese”. Concetti ripresi dai rappresentanti dei consorzi di tutela dei prodotti tipici della regione, dal prosciutto di Parma al Parmigiano Reggiano, dal formaggio di fossa di Savignano sul Rubicone alla patata di Bologna, oltre all’Aceto balsamico di Modena. (ANSA).

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