Rapporto De Castro: sì al blocco delle decisioni di Bruxelles

La commissione agricoltura del Parlamento europeo ha approvato all’unanimita’ oggi a Bruxelles, la relazione del suo presidente, Paolo De Castro, per poter bloccare – nel caso in cui il Parlamento lo ritenesse necessario – una decisione della Commissione europea. In materia di politica agricola comune infatti, l’Esecutivo Ue nel corso dei decenni ha acquisito sempre piu’ liberta’ decisionale mediante i Comitati europei di gestione in cui sono presenti i rappresentanti dei 27 Stati membri, ma dove la Commissione Ue ha di fatto l’ultima parola. ”Il Trattato di Lisbona – spiega De Castro al termine del voto – in materia agricola pone il Parlamento europeo sullo stesso piano decisionale del Consiglio dei ministri dell’Ue, mentre nei confronti delle decisioni della Commissione Ue, ci sono interpretazioni diverse sul ruolo del Parlamento”. Cosi’, la Commissione europea ritiene – precisa De Castro – che il Trattato di Lisbona non abbia un impatto sul suo ruolo decisionale, mentre come commissione agricoltura riteniamo che non si possa escludere il Parlamento da decisioni della Commissione, molte delle quali sono ad altissima sensibilita’. Consideriamo quindi che il Trattato di Lisbona ci permetta di poter intervenire nelle decisioni della Commissione europea, caso per caso”. Un solo esempio, dice De Castro: Il prossimo 25 maggio i servizi della Commissione europea porteranno al Comitato di gestione la modifica della normativa sul calcolo degli aiuti Ue alle organizzazioni di produttori nel settore ortofrutticolo, con la conseguenza che i contributi verranno ridotti in quanto dal sistema di calcolo si vuole eliminare il fatturato sulla produzione trasformata. Solo i paesi produttori Ue, come l’Italia, sono contrari. La decisione finale e’ attesa in giugno e in questo tipo di decisione il Parlamento vorrebbe far sentire la sua voce. La relazione di De Castro, approvata all’unanimita’, passa ora all’esame della commissione giuridica del Parlamento europeo che, qualora la ritenesse sostenibile dal punto di vista legale, permetterebbe di lanciare un negoziato sul potere decisionale della Commissione europea senza precedenti. (ANSA)

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