Rapporto Osservasalute: con la crisi frutta e verdura diventano un lusso

Frutta e verdura come l’oro. In tempi di crisi diventano un lusso, gli italiani risparmiano e ne consumano sempre di meno, tanto che per la prima volta dal 2005 si registra un calo del numero di porzioni consumate al giorno – 4,8% vs 5,7%, dato che era rimasto grosso modo stabile fino al 2008. A mangiarne di piu’ sono coloro che spesso consumano i pasti a mensa, il luogo maggiormente associato al consumo di verdure, frutta e ortaggi. Emerge nel corsa della presentazione della nona edizione del Rapporto Osservasalute, l’analisi dello stato di salute della popolazione e della qualita’ dell’assistenza sanitaria nelle Regioni italiane presentata questa mattina all’Universita’ Cattolica dal Coordinatore, Professor Walter Ricciardi, direttore dell’Istituto di Igiene della Facolta’ di Medicina e Chirurgia. Continua a crescere, anche se di poco, la percentuale di italiani che ha problemi con la bilancia: nel 2010, oltre un terzo della popolazione adulta (35,6%) e’ in sovrappeso, mentre una persona su dieci e’ obesa (10,3%); complessivamente, il 45,9% dei soggetti di eta’ ?18 anni e’ in eccesso ponderale (era il 45,4% nel 2009).
Risulta in sovrappeso il 44,3% degli uomini rispetto al 27,6% delle donne e obeso l’11,1% degli uomini ed il 9,6% delle donne. Confermato il gradiente Nord-Sud: le regioni meridionali presentano piu’ persone in sovrappeso (Molise 41,8%, Basilicata 41%) ed obese (Basilicata 12,7%, Puglia 12,3%) rispetto alle regioni settentrionali (sovrappeso: PA di Trento 30,9% e Lombardia 31,4%; obese: PA di Trento e Liguria 7,8%). Circa 40.000 ricoveri sono attribuiti ogni anno all’obesita’ e ai disturbi da iperalimentazione come diagnosi principale

2 Commenti in “Rapporto Osservasalute: con la crisi frutta e verdura diventano un lusso”

  • Andrea scritto il 24 aprile 2012 pmmartedìTuesdayEurope/Rome 15:16

    Dal rapporto Osservasalute 2011 risulta che, in Italia, vi è minor consumo di frutta e verdura.Il minor consumo di frutta e verdura non dipende dalla crisi, ma, per me e per molti miei amici, dall’impossibilità, in città, di trovare frutta RACCOLTA MATURA. Pesche dure come sassi maturate in cassetta ed insapori! Meloni, pere, mele, ecc. raccolti acerbi e, di conseguenza, insapori. Pomidori, cetrioli, ecc. esteticamente magnifici, ma … insapori! ecc. ecc.La frutta acerba è difficile da digerire e ne è sconsigliata l’ingestione;  la mancanza di sapore, inoltre, non invoglia il consumo …Quando sono all’estero, in Paesi in cui la frutta viene raccolta MATURA e venduta in 2-3 giorni, NE CONSUMO A CHILI !

  • Centrifuga scritto il 7 maggio 2012 amlunedìMondayEurope/Rome 11:51

    La grande distribuzione applica prezzi esagerati sui prodotti ortofrutticoli. A Roma sono nati numerosi negozi di frutta e verdura che propongono prezzi nettamente più invitanti (quasi tutto a 0,99 euro). In ogni caso la crisi ha il suo peso visto che, parlando con un gestori di uno di questi negozi, mi è stato detto che nell’ultima settimana del mese gli acquisti calano in modo significativo.
    Sara

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