Ravenna: interventi anti bracconaggio della Polizia Provinciale

Sono state necessarie quattordici ore consecutive di vigilanza della Polizia Provinciale per completare la fase operativa di un intervento antibracconaggio condotto nel territorio Cervese.
Di interventi antibracconaggio a dire il vero ne sono stati necessari due: il primo per accertare illeciti penali in materia di commercio di fauna selvatica catturata illegalmente con reti da uccellagione; il secondo veniva accertato in piena notte. Non è un caso che anche quest’ultimo intervento riguardasse un’attività di cattura con reti da uccellagione e l’utilizzo di richiami artificiali per attirare l’avifauna nelle reti. Nelle notti di novembre sono numerosi i volatili che affrontano la migrazione autunnale attraversando l’Adriatico per trovare riposo nelle campagne litoranee. Le motivazioni che spingono alcune persone a rischiare una denuncia nel tentativo di catturare tordi bottaccio o tordi sasselli utilizzando mezzi non consentiti come reti e richiami artificiali, sono da ricercare nell’alto valore che questi volatili hanno nel mercato parallelo dei richiami da caccia, dove un esemplare appena catturato può valere anche 60 euro.
La seconda operazione si concludeva positivamente soltanto alle prime luci dell’alba con l’individuazione e la denuncia all’autorità giudiziaria del responsabile per la violazione di ben cinque articoli penali. Infatti nessuno degli agenti intervenuti si sarebbe mai aspettato di rinvenire un fucile, abbandonato ancora carico a pochi metri dalle reti, comodamente appoggiato in un capanno da caccia seminterrato e di recuperare un sacco contenente pettirossi, cinciallegre, verdoni e altri volatili protetti, rinvenuti morti nel freezer di casa durante la perquisizione eseguita in flagranza di reato.
L’intervento più impegnativo per il personale di Polizia Provinciale è stato sicuramente quello serale per la complessità dell’accertamento ma anche per la mole del materiale rinvenuto (vedi foto allegata). Gli agenti hanno informato la Procura della Repubblica. Hanno sequestrato penalmente cinquanta esemplari di recente cattura appartenenti alle specie tordo sassello e cesena, acquistati incautamente da persone della provincia di Perugia e liberati successivamente in ambiti protetti, le banconote utilizzate per il pagamento, più di trecento metri di reti da uccellagione tipo mist-net e otto ripetitori acustici elettromagnetici con amplificazione del suono per richiamare i volatili oggetto di cattura. Hanno collaborato alle operazioni anche alcune guardie volontarie appartenenti all’associazione WWF.
Tali illeciti sono sanzionati dalla Legge 157/92 che vieta espressamente l’esercizio dell’uccellagione e l’utilizzo di richiami acustici elettromagnetici, in quanto rendono le catture tanto cospicue da far diventare tale pratica una fonte di guadagno illecito che alimenta, in modo non sostenibile dalle popolazioni selvatiche, il commercio illegale di avifauna.

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