Ravenna: le regole della stagione venatoria 2013 – 2014

Caccia 2Domenica 1 settembre il primo giorno di “preapertura”, con la prima di quattro giornate di anticipazione esclusivamente da appostamento fisso o temporaneo dalle ore 5,45 alle ore 13,00 (ora legale) ad esclusione del Pre-parco del Delta del Po e della fascia costiera, sita a mare della SS.16 Adriatica (vecchio tracciato) e SS. Romea. Nelle prime tre giornate: domenica 1, giovedì 5 e domenica 8, si può esercitare l’attività venatoria a merlo (carniere massimo giornaliero di 5 capi), tortora (carniere massimo giornaliero di 15 capi), gazza, cornacchia grigia e ghiandaia; nella successiva giornata, giovedì 12 settembre, esclusivamente a gazza, cornacchia grigia e ghiandaia .

Caccia in deroga allo storno e al piccione inselvatichito (attenzione ai tempi diversi)

Con deliberazione n.979 del 15 luglio scorso, la Regione Emilia-Romagna, al fine di aggiungere un ulteriore strumento all’eterna lotta finalizzata al contenimento dei danni da fauna selvatica alle produzioni agricole, ha autorizzato la caccia in deroga allo storno e al piccione inselvatichito e le relative modalità operative.
Sarà possibile prelevare lo storno dal 1 settembre al 30 novembre, nelle aree e nei giorni in cui è permessa l’anticipazione dell’esercizio venatorio, nei Comuni in cui sono stati liquidati danni provocati da questa specie negli ultimi quattro anni; restano esclusi i Comuni di Riolo Terme, Casola Valsenio e la parte alta di Brisighella.
E’ previsto un carniere massimo giornaliero e stagionale rispettivamente di 20 e 200 capi, esclusivamente da appostamento fisso o temporaneo, senza l’uso di richiami di qualsiasi tipo appartenenti alla specie in oggetto, entro 100 metri da frutta (olive comprese) e uva, con frutto pendente o di prodotto in corso di maturazione, in cui siano attivi sistemi dissuasivi incruenti a protezione delle colture stesse.
Similmente, seppure con tempi di prelievo differenti, è stata prevista, per la prima volta in regione, anche la caccia in deroga al piccione.
Sarà possibile prelevare il piccione dal 1 ottobre al 15 dicembre, nei Comuni in cui sono stati liquidati danni provocati da questa specie negli ultimi quattro anni; restano esclusi i Comuni di Brisighella, Casola Valsenio, Cervia e Riolo Terme.
E’ previsto un carniere massimo giornaliero e stagionale rispettivamente di 20 e 200 capi, esclusivamente da appostamento fisso o temporaneo, senza l’uso di richiami di qualsiasi tipo appartenenti alla specie in oggetto, all’interno (con regolare permesso dell’agricoltore in quanto coltura in atto) od entro 100 metri dagli appezzamenti seminati a grano e orzo, in cui siano attivi sistemi dissuasivi incruenti a protezione delle colture stesse.
Con la stessa deliberazione sono state individuate le figure che possono occuparsi di tale prelievo, individuandole fra i cacciatori: residenti nella regione Emilia – Romagna iscritti agli ATC locali; residenti in regione che esercitano la caccia in mobilità, che esercitano la caccia in aziende faunistiche venatorie o che abbiano optato per la caccia da appostamento fisso con uso di richiami vivi.
Sono escluse dalla caccia in deroga le zone SIC e ZPS.

Le attività relative la caccia in deroga, numero di uscite, luoghi di caccia, capi abbattuti, vanno poi rendicontate, utilizzando l’apposita scheda già predisposta a pag. 67 del “Tesserino per l’esercizio venatorio”, da consegnarsi alla Provincia entro il 31 marzo.

Domenica 15 settembre apertura generale della caccia. Fino a domenica 29 settembre, i cacciatori potranno cacciare la selvaggina migratoria e stanziale in giornate fisse, giovedì e domenica dall’alba fino alle ore 13, e alla sola avifauna migratoria da appostamento fino al tramonto secondo gli orari stabiliti negli ATC RA1, RA2 per intero e nel territorio a Nord della via Emilia per l’ATC RA3.

In queste giornate, nell’ora prima del sorgere del sole, i cacciatori potranno sparare esclusivamente alla fauna migratoria purché da appostamento fisso o temporaneo e, dopo il sorgere del sole, alla fauna selvatica stanziale o migratoria.

Si raccomanda la massima attenzione al paragrafo relativo gli “Orari venatori” in quanto varianti secondo medie quindicinali, come prescrive il vigente calendario regionale.

Dal 2 ottobre al 30 novembre, i cacciatori usufruiscono di altre due giornate di caccia alla sola migratoria da appostamento.

Dalla terza domenica di settembre si inizia la caccia anche nelle aree contigue del Parco del Delta del Po e dalla seconda domenica di ottobre nelle Pinete di Ravenna e Cervia. Nelle Piallasse della Baiona e dei Piomboni, zone umide siti di Rete Natura 2000, spinti dalla necessità di diminuire la pressione venatoria all’interno di aree particolarmente delicate, si sono definiti orari venatori più stringenti alle cacce specifiche, e la chiusura alle ore 16.00 (17.00 ora legale) anche per i giorni feriali.

Si rammenta che nelle zone umide ZPS, fino al 1° ottobre si può cacciare solo il germano reale.

Dal 2 novembre al 30 gennaio 2014 è altresì consentita l’attività venatoria in forma collettiva al cinghiale.

Importante sottolineare che questa Provincia, anche ai fini della sicurezza di tutti gli operatori, ha stabilito il divieto di uso e detenzione di cartucce a munizione spezzata con borraggio predisposto per tiri a lunga portata (tipo over 100 o similari), così come ha stabilito il divieto di uso e detenzione di fucile a canna ad anima rigata, nonché di munizioni a palla unica per fucile a canna ad anima liscia, che non siano previsti dalle operazioni di caccia agli ungulati o alla volpe in squadre autorizzate, esclusivamente a sud della via Emilia.

Con il nuovo vigente calendario regionale sono altresì state introdotte alcune importanti novità:
– dal 1 al 30 gennaio l’esercizio venatorio alla fauna selvatica stanziale e migratoria, con esclusione degli ungulati, è ammessa sia in forma vagante che da appostamento, esclusivamente in tre giornate fisse ogni settimana: Giovedì, Sabato e Domenica (si rammenta che nelle ZPS esclusivamente Giovedì e Domenica);
– che ai sensi della L.66/2006, è fatto divieto di utilizzare fucili caricati con munizionamento a pallini di piombo in tutte le zone umide naturali od artificiali (con esclusione delle acque correnti) e nel raggio di 50 metri dalle rive più esterne (si rammenta che nelle ZPS tale vincolo si estende in un raggio di 150 metri dalle rive più esterne );
– per i prelievi di fauna selvatica migratoria abbattuta in forma vagante è obbligatorio annotare i singoli capi appena abbattuti;
– variazione al consolidato periodo di caccia per Allodola e Colombaccio che decorre dal 1 ottobre, fino al 31 dicembre, chiusura del periodo per Beccaccia, Cesena, Tordo Bottaccio e Tordo Sassello al 20 gennaio;
– limitazioni di carniere giornaliero: Codone e Quaglia con 5 capi/giorno e 25 stagionali; Allodola con 10 capi/giorno 50 stagionale; Pavoncella 10 capi/giorno e 30 stagionali, Beccaccia 3 capi/giorno e 15 stagionali e Colombaccio 15 capi/giorno;
– starna: non è cacciabile in quanto non sono state censite stabili popolazioni in alcuno degli ATC;
– pernice rossa: è previsto l’abbattimento di 1 capo/giorno con carniere stagionale di n.5 capi, nel periodo 15 settembre-30 novembre. Il piano di gestione in corso di approvazione prevede che il cacciatore, oltre le annotazioni di legge, comunichi mediante telefono all’ATC (tel.0544-270892), entro 48 ore, l’avvenuto abbattimento. Al raggiungimento del numero previsto dal piano, gli abbattimenti verranno automaticamente sospesi.

Occorre prestare attenzione all’uso del tesserino. La giornata si segna apponendo una X relativamente al mese e al giorno in cui si esercita la caccia. E’ necessario segnare il capo appena abbattuto sempre con una X. E’ obbligatorio marcare il deposito in tutti quei casi in cui il capo di selvaggina abbattuto non è riscontrabile appresso al cacciatore, cerchiando la X segnata per l’abbattimento.

Nel caso si eserciti la caccia nella stessa giornata in ambiti diversi (ATC, AFV, ATV) il cacciatore è tenuto a compilare un altro riquadro del tesserino regionale per l’esercizio venatorio.

Il Tesserino per l’esercizio venatorio va riconsegnato al Comune entro e non oltre il 31 marzo 2013.

La Polizia provinciale avvalendosi del regolamento per la vigilanza venatoria, che rende più efficiente la vigilanza venatoria, anche attraverso un più efficace coordinamento delle Guardie Volontarie operanti nel territorio provinciale, presidia il territorio con l’intento di reprimere gli atti di bracconaggio, di fare prevenzione e di dare le giuste informazioni ai cacciatori e agli agricoltori in materia ambientale e faunistica.

Saranno oggetto di controllo zone che nelle scorse aperture hanno presentato particolari problematiche, come ad esempio la zona Ponte Rosso. A tal riguardo occorre evidenziare che i cacciatori fuori provincia possono esercitare l’attività venatoria nella nostra provincia, solo se in possesso d’uno dei tesserini ATC RA1-RA2-RA3 o permessi speciali rilasciati dagli stessi ATC per la caccia alla sola selvaggina migratoria da appostamento fisso.

E’ importante continuare la collaborazione fra mondo venatorio e mondo agricolo per la salvaguardia delle produzioni agricole che sono alla base del reddito dell’agricoltore e dell’economia del nostro territorio.

E’ proprio grazie alla collaborazione degli ATC ( al cui interno sono presenti le componenti agricola, venatoria ed ambientale) che, dopo solo un anno dall’approvazione del vigente piano faunistico, si è raggiunto l’obiettivo medio del 24% di zone per la produzione di fauna (ZRC – rifugi, oasi, parchi) posto dalla Regione Emilia-Romagna. Inoltre va ricordato che le zone a disposizione della caccia sono sostanzialmente in equilibrio fra i tre ATC.

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