Ravenna: Polizia Provinciale sanziona pescatori di frodo nella valle Baiona

20140610_132503Pescatori di frodo in azione nella valle Baiona fermati la scorsa notte dalla Polizia Provinciale su segnalazione della Federazione italiana pesca sportiva. Il gruppo, che da tempo veniva segnalato nel territorio ravennate, è stato sanzionato dalla Polizia Provinciale nel corso di un servizio notturno effettuato nella valle Baiona. Più che di pesca bisognerebbe parlare di vero e proprio saccheggio delle nostre lagune in quanto sono stati sequestrati reti per un totale di un chilometro e duecentocinquanta metri e il pescato ammontava a oltre 350 chilogrammi di pesce.
Questo tipo di pesca nelle acque interne depaupera completamente il patrimonio ittico lasciandosi un deserto alle spalle e viene attuato da gruppi di pescatori provenienti dall’est europa che si muovono esclusivamente di notte.
Nel corso del servizio la Polizia Provinciale ha individuato alle ore 22 due barche con sei persone a bordo che utilizzavano reti nella zona della pialassa del Pontazzo all’interno della valle Baiona. A questo punto, gli agenti della polizia provinciale, che avevano chiesto ed ottenuto la collaborazione dei Carabinieri di Ravenna, aspettavano a terra i pescatori di frodo. Al momento di caricare reti e pescato su furgoni in condizioni igienico sanitarie molto precarie i trasgressori sono stati fermati e identificati.
La valle Baiona è una zona ricadente nei Siti di interesse comunitario e nelle Zone di protezione speciale situate all’interno del Parco del delta del Po e quindi particolarmente sensibile dal punto di vista ambientale.
Da segnalare che le reti utilizzate sono di tipo proibito sia per la tipologia sia per la lunghezza veramente spropositata e che i pescatori per non lasciare tracce della loro attività, portavano via ogni volta anche le imbarcazioni utilizzate.
Il pescato (vedi foto allegata) era costituito da pesce di acqua dolce, nella quasi totalità carpe, che in questo momento sono nel periodo riproduttivo e quindi la loro pesca è vietata nel mese di giugno in quanto il danno che si arreca catturandole è amplificato e la loro popolazione messa in pericolo. Purtroppo il pesce non era più in condizioni tali da essere reimmesso in acqua e doveva essere avviato alla distruzione.
I pescatori sanzionati risultavano essere quattro romeni e due albanesi. L’attività pare consolidata come una vera e propria industria visto che, in una sola serata, ha portato a pescare oltre 350 kg di pesce. Desta preoccupazione il fatto che quantità così notevoli di pesce difficilmente possono essere destinate all’autoconsumo e probabilmente vengono immesse sul mercato.

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