Realizzare progetti europei: una mano agli agricoltori

cia imolaL’Europa finanzia i tuoi progetti , Nuova Agricoltura srl ti aiuta a realizzarli.
Avete un progetto innovativo ma non abbastanza soldi da investire? L’Europa risponde. Idee nuove che possono portare benessere alla popolazione, progetti seri e precisi, progetti innovativi che possono essere replicati in altri paesi? Risponde l’Unione europea che ha erogato una serie di finanziamenti per il settennio 2014-2020 che copre obiettivi tematici per la crescita dell’occupazione e per il mercato del lavoro. La Cia di Imola attraverso la propria società di servizi Nuova Agricoltura srl, ha aperto uno sportello informativo dedicato a tutti gli imprenditori (agricoltori compresi) formato da uno staff di professionisti per la gestione dei progetti finanziabili dai Fondi Europei.
Progetto Europa, questo il nome del nuovo Dipartimento, vuole accompagnare le aziende nello sviluppo dell’idea, nella ricerca del partenariato, nel reperimento dei fondi e nella successiva gestione amministrativa del progetto promuovendo azioni per favorire la consapevolezza e la partecipazione degli imprenditori attraverso l’organizzazione di conferenze informative e formative, workshop e accompagnamento alle fasi di stesura e sottomissione dei progetti di carattere nazionale ed europeo.

L’Emilia-Romagna è stata la prima Regione ad approvare in Assemblea legislativa – il 15 luglio 2014 – e a presentare all’Unione europea i Programmi operativi regionali, che definiscono le priorità e gli obiettivi degli investimenti. Prima dell’approvazione da parte dell’Europa del Piano di sviluppo rurale, era giunto nei mesi scorsi il via libera per il Por Fse (17 dicembre 2014, prima Regione in Italia a concludere positivamente il negoziato con l’istituzione europea ) e per il Por Fesr (12 febbraio 2015).
Alla formazione andranno 786 milioni complessivi (Fse); alle attività produttive, ricerca, competitività 481 milioni (Fesr); all’agricoltura 1 miliardo e 190 mln ( Feasr).
La strategia adottata dalla Regione sui Fondi strutturali e di investimento europei è di garantire un forte coordinamento tra i programmi per massimizzare capacità di spesa ed efficacia degli interventi; semplificare l’accesso alle risorse; assicurare la trasparenza.

Risorse dei Programmi operativi regionali
POR Emilia-Romagna UE Stato Regione Totale
FSE (formazione) 393,1 275,2 117,9 786,2
FESR (imprese) 240,9 168,6 72,3 481,8
FEASR (agricoltura) 513,0 473,6 202,9 1.189,5
Totale 1.147,0 917,4 393,1 2.457,5

IMPRESE, a disposizione 482 milioni La metà alla ricerca e alle piccole e medie imprese
Vale 482 milioni di euro il programma operativo del Fondo europeo per lo sviluppo regionale (Feasr) approvato dalla Regione. L’obiettivo è quello di superare entro il 2020 il 2% del Pil destinato a ricerca e sviluppo e di portare l’export al 50%. Quasi un terzo delle risorse (145 milioni) è finalizzato ad incrementare l’attività di ricerca e innovazione, il filo rosso che collega il sistema produttivo regionale con la conoscenza, le imprese con il mondo del lavoro.
Consistente il sostegno alla creazione e al consolidamento di start up tecnologicamente innovative e il potenziamento delle infrastrutture di ricerca. Alle piccole e medie imprese sono destinati 120 milioni, con l’obiettivo di supportare: la nascita di nuove aziende, la crescita dell’export, le filiere culturali, creative e dello spettacolo, gli investimenti tecnologici e potenziare il sistema delle garanzie pubbliche nel credito. Per favorire una crescita rispettosa dell’ambiente sono previsti 96 milioni, destinati a promuovere l’efficienza energetica e l’uso di energia rinnovabile nelle imprese, la mobilità sostenibile e la qualificazione energetica degli edifici pubblici. Cultura, arte e natura sono un patrimonio dell’Emilia-Romagna: 48 milioni serviranno a far crescere il turismo e 29 milioni a rendere più attrattive, smart e sostenibili le città. 24 milioni sono destinati a rendere più tecnologiche e digitali le imprese, attraverso la banda ultra larga nelle aree produttive, e a digitalizzare i processi amministrativi: un passo avanti per realizzare l’Agenda digitale europea e per avvicinare la pubblica Amministrazione alle imprese.
FORMAZIONE, il lavoro vale 786 milioni Scuola più vicina alle imprese
Ammontano a 786 milioni di euro le risorse del programma operativo del Fondo sociale europeo (Fse).
L’obiettivo è quello di creare lavoro, investendo sulle competenze delle persone, le eccellenze delle imprese e la creatività del territorio. 258 milioni sono destinati a migliorare l’integrazione scuola-lavoro e 148 milioni a favorire l’accesso all’occupazione. Per rispondere ai fabbisogni di competenze necessarie all’innovazione sono disponibili 55 milioni; 18 per riorganizzare i centri per l’impiego e 11 per azioni che favoriscano la parità uomo-donna nel mercato del lavoro. A istruzione e formazione sono riservati 108 milioni di euro, 45 dei quali per avvicinare la scuola alle esigenze del mercato del lavoro, 34 per migliorare qualità ed efficacia dell’istruzione superiore, 29 per prevenire e ridurre l’abbandono scolastico. 156 milioni serviranno a favorire, attraverso il lavoro, l’inclusione delle persone in situazioni di disagio economico.

AGRICOLTURA E AMBIENTE A livello europeo, il principale strumento di finanziamento dell’agricoltura rimane la Politica Agricola Comune (PAC). La struttura della PAC si compone di due pilastri: il primo comprende gli interventi di mercato e il regime di pagamenti diretti agli agricoltori, mentre il secondo promuove lo sviluppo rurale. Nello specifico il primo pilastro, finanziato dal Fondo europeo agricolo di garanzia (FEAGA), sostiene i meccanismi di organizzazione comune unica dei mercati ed i pagamenti diretti agli agricoltori. Tali pagamenti verranno calcolati sulla base di alcuni elementi facoltativi ed altri obbligatori. Questi ultimi sono:
• Pagamento di base per ettaro;
• Componente «verde» («greening»);
• Pagamenti supplementare per i giovani agricoltori per i primi cinque anni.
La dotazione prevista per il FEAGA per il periodo 2014 – 2020 è pari a € 278 miliardi c.a., di cui circa € 265 miliardi per i pagamenti diretti. Per l’Italia sono stati previsti circa € 27 miliardi per i pagamenti diretti.

Il secondo pilastro, finanziato dal Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR), promuove lo sviluppo rurale sulla base di sei priorità principali:
1) il trasferimento di conoscenze e l’innovazione in agricoltura, silvicoltura e nelle zone rurali;
2) la redditività e la competitività delle aziende agricole, insieme alla gestione sostenibile delle foreste;
3) l’organizzazione della catena alimentare, compreso il benessere degli animali e la gestione dei rischi in agricoltura;
4) il ripristino, la tutela e la valorizzazione degli ecosistemi correlati all’agricoltura e alla silvicoltura;
5) l’utilizzo efficiente delle risorse ed il passaggio a un’economia a bassa emissione di carbonio nel settore agricolo, alimentare e forestale;
6) la promozione dell’inclusione sociale, della riduzione della povertà e dello sviluppo economico nelle aree rurali.
La dotazione per Il FEASR è pari a circa € 85 miliardi, di cui € 10,4 miliardi destinati all’Italia.
Per quanto riguarda l’ambiente, il programma di finanziamento europeo ad esso specificatamente dedicato è LIFE 2014 – 2020. Tale programma finanzia progetti pilota, dimostrativi, di buone pratiche, di informazione e sensibilizzazione sulle seguente priorità:
• Natura e biodiversità;
• Ambiente ed uso efficiente delle risorse;
• Mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici;
• Governance e informazione in materia ambientale e di clima.
La dotazione finanziaria del programma per il periodo 2014 – 2020 è pari a circa 3,5 miliardi di euro.

Progetto Europa è seguito da:
Dario Grandi (335/7768485) ed Elena Lelli (349/3150595)
indirizzo email: progetto.europa@cia.it
maggiori informazioni su www.imola.cia.it

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