Referendum: Politi (Cia), vittoria della democrazia


“E’ stata una vittoria della democrazia. La volonta’ popolare ora va rispettata. L’acqua e’ un bene prezioso e il suo accesso va garantito a tutti. E’ un diritto fondamentale e inalienabile. E’ una risorsa pubblica che va restituita alla gestione collettiva e conservata per le future generazioni. Quanto al futuro energetico del nostro Paese, e’ indispensabile sviluppare fonti alternative come quelle rinnovabili, a cui l’agricoltura puo’ dare un fattivo contributo”. Cosi’ si e’ espresso il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi sull’esito dei referendum su acqua, nucleare e legittimo impedimento. “Come Cia -ha aggiunto Politi- avevamo lanciato un chiaro invito a partecipare alla consultazione referendaria che rappresenta un momento di liberta’ individuale e di impegno sociale e civile. Insomma, un eccezionale strumento democratico e di grande coinvolgimento popolare”. Le questioni poste dai referendum, ha evidenziato il presidente della Cia, “riguardano del resto problemi di rilevanza per la nostra societa’ e investono non solo aspetti economici, ma anche etici e scientifici non certo marginali. Andare alle urne e’, quindi, un atto di civilta’ e di democrazia. E lo e’ ancora di piu’ quando si e’ chiamati a esprimere un proprio parere su materie complesse e delicate come acqua e nucleare, che riguardano da vicino tutti i cittadini”. “Abbiamo sempre ripetuto che il bene acqua non e’ una merce e non appartiene ai mercati, ma ai cittadini che devono farsene carico in maniera responsabile e solidale. L’acqua -ha continuato Politi- e’ l’autentico motore dello sviluppo sostenibile e, soprattutto per l’agricoltura, rappresenta un elemento di primaria importanza. Senza l’acqua non c’e’ agricoltura. E senza l’agricoltura non c’e’ vita. Per questo abbiamo sottolineato che davanti ai problemi idrici del Paese e’ indispensabile l’istituzione di un’Autorita’ nazionale delle acque. Obiettivo primario quello di ristrutturare e ammodernare il sistema idrico, cosi’ da eliminare tutte quelle perdite nella rete di adduzione e di distribuzione che provocano un’enorme dispersione della risorsa acqua, soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno. Il voto del referendum puo’ adesso aprire una fase nuova”. Per quanto concerne invece il nucleare, ha continuato, “ribadiamo che quella dell’atomo non e’ l’unica energia possibile. Ci sono altre fonti alternative da sviluppare, alle quali proprio l’agricoltura puo’ dare un notevole contributo, come nel caso delle biomasse, del fotovoltaico, dell’eolico”. “Il pronunciamento dei cittadini nei referendum -ha concluso Politi- deve essere accolto quindi come un preciso invito a sviluppare da subito quelle fonti rinnovabili che rappresentano la miglior strada percorribile, quella piu’ sicura ed economicamente valida”. (AGI)

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