Regolamento Omnibus: De Castro lo ha presentato a CSO Italy

“Il Regolamento Omnibus in vigore da Gennaio 2018 è stato un vero e proprio successo ottenuto grazie al contributo del Parlamento europeo ed in particolare al lavoro svolto dai correlatori della proposta Paolo De Castro, Albert Dess e Michel Dantin”. Lo ha affermato Paolo Bruni Presidente del Centro Servizi Ortofrutticoli alla riunione organizzata questa mattina a Ferrara.

“Partendo dalla proposta iniziale della Commissione europea contente solo piccoli aggiustamenti -spiega il Presidente di CSO Italy- la Commissione agricoltura del Parlamento europeo ha lavorato per arrivare ad una vera e propria riforma di medio termine della PAC finalizzata a promuovere le semplificazione richieste dai nostri agricoltori”.

“Non dobbiamo dimenticare – aggiunge Bruni – che oggi siamo in un momento cruciale dove già adesso siamo chiamati a gettare le basi per la prossima programmazione; forse già in ritardo, tenendo in conto le grandi incognite che potranno incidere in maniera importante come le prossime elezioni anche europee ed il budget condizionato dalla Brexit. A tale proposito dobbiamo essere pronti per orientarci al meglio”.

“Diversi e importanti sono le novità introdotte – ha concluso il Presidente CSO Italy- come illustrato dal primo vice presidente della Comagri Paolo De Castro, quello che è certo è che la portata di questa riforma non incide solamente sul sistema attuale, ma costituisce il punto di partenza sul quale innestare i ragionamenti per le future politiche europee”.

“Non abbiamo atteso la riforma della Pac post 2020 per ridare alle organizzazioni dei produttori europei il diritto alla concorrenza di cui le OP e le loro associazioni possono godere secondo i Trattati Ue. Non abbiamo atteso la nuova legislatura europea per identificare gli agricoltori come i veri beneficiari degli aiuti comunitari, dotandoli di strumenti più accessibili per meglio proteggerli dal rischio climatico e dal crollo improvviso del reddito. Non abbiamo neppure dimenticato di rafforzare la posizione contrattuale dei produttori nella filiera agroalimentare, ne’ di valorizzare il ruolo dei giovani imprenditori agricoli tramite i pagamenti diretti della Ue”.

Lo ha affermato con forza Paolo De Castro, primo Vice-Presidente della Commissione Agricoltura e Sviluppo Rurale del Parlamento europeo.

“Le nuove regole sulla concorrenza che abbiamo codificato nella riforma di metà percorso della Pac (ex Omnibus) – ha precisato De Castro – sono state convalidate da una successiva sentenza della Corte di Giustizia europea, che chiarisce una volta per tutte come le misure della Politica Agricola Comune sono prioritarie in materia di diritto rispetto a quelle delle concorrenza. Siamo riusciti a derogare il settore agricolo dalle regole sull’anti-trust che riguardano la produzione, la vendita e la trasformazione dei prodotti agricoli, indipendentemente dal fatto che la loro proprietà sia passata o meno dagli agricoltori alle OP”.

Per il vicepresidente della ComAgri, l’accesso a nuovi strumenti per la gestione dei rischi rappresenta un capitolo che non poteva mancare nella revisione di metà percorso della Pac, considerando le grandi carenze emerse per promuovere l’accesso degli agricoltori a strumenti assicurativi, fondi di mutualità e meccanismi di stabilizzazione dei redditi. Ora per attivare il meccanismo di stabilizzazione dei redditi settoriali o, soprattutto, le assicurazioni, è sufficiente che la perdita del prodotto raggiunga il livello del 20%, mentre sale dal 65 al 70% l’intensità del contributo pubblico, con la possibilità di usare indici economici per misurare le perdite subite.

“Personalmente tengo anche ad assicurarvi – ha aggiunto – che sostengo le esigenze espresse in questi giorni dalle Organizzazioni dei produttori ortofrutticoli in seno al Copa e alla Cogeca che hanno esortato l’Unione europea a prolungare il regime di sostegno specifico al vostro settore. In futuro – ha concluso De Castro – questi elementi dovranno essere integrati e migliorati nel nuovo negoziato con cui siamo chiamati ad affrontare le sfide della Pac post 2020, opponendoci a tutti i tentativi di ri-nazionalizzazione, affinché la Politica agricola comune resti il perno del disegno europeo”.

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