Revisione della Pac in dirittura di arrivo. Le novità

La revisione di medio termine della Politica Agricola Comune (PAC) è in dirittura di approvazione. La votazione al Parlamento europeo è prevista per il 9 novembre prossimo. Sette gli aspetti su cui si è concentrato l’accordo tra il Consiglio e il Parlamento. Nell’accordo viene mantenuta la definizione di agricoltore attivo, disciplinata nel 2013 per evitare che le risorse PAC finissero nelle mani di chi agricoltore non è, ma con la possibilità di deroghe specifiche strumentali a contenere il carico amministrativo degli Stati Membri previa approvazione della Commissione. Sul versante dei pagamenti diretti, per tutti gli agricoltori che investono oltre il 75% della propria superficie agricola in leguminose e foraggere e per tutti coloro che lasciano a riposo oltre il 75% della loro superficie l’obbligo del greening viene cancellato, indipendentemente dall’ampiezza dell’azienda, risolvendo il problema dei medicai. Sempre sul greening, l’obbligo del focus ecologico viene eliminato per tutti coloro che lasciano a riposo oltre il 75% della loro superficie e viene valorizzato il ruolo ambientale delle azoto fissatrici. Inserita la possibilità per gli Stati Membri del raddoppio delle risorse per i pagamenti diretti ai giovani agricoltori mentre sarà possibile rivedere annualmente i settori beneficiari degli aiuti accoppiati, in chiave anticiclica.

Sulla gestione del rischio in agricoltura è stato finalmente proposto di abbassare la soglia di indennizzo contemplata per il nuovo meccanismo di stabilizzazione dei redditi settoriale che è stato anche esteso alle assicurazioni, portando al 20% la perdita di prodotto necessaria per l’attivazione del pagamento del premio. È stata anche innalzata dal 65 al 70% l’intensità del contributo pubblico e introdotta la possibilità di utilizzare indici economici per la misurazione delle perdite. Nell’ambito dello sviluppo rurale vi è l’indirizzo di rafforzare gli effetti delle provvidenze per il primo insediamento dei giovani, la partecipazione ai regimi di qualità e gli investimenti effettuati dagli agricoltori nell’ambito dei piani di sviluppo rurale. Relativamente alle misure di mercato, invece, la direzione è di dare maggiore forza contrattuale alle formule organizzative degli agricoltori. Le Organizzazioni di Produttori (OP) e AOP (Associazioni di Organizzazioni) operanti nel settore lattiero caseario potranno avvalersi della contrattualizzazione scritta obbligatoria e le misure del pacchetto latte vengono estese oltre il 2020. Inoltre, c’è la proposta di revisione dell’intervento per affrontare le crisi di mercato, dando immediatezza alle misure di riduzione della produzione, utilizzate con successo durante la crisi del latte.

“Questi sette punti sono stati l’oggetto dell’accordo – commenta il deputato pugliese Giuseppe L’Abbate, capogruppo M5S in Commissione Agricoltura alla Camera – Ora attendiamo la votazione del Parlamento europeo ma sembra che si siano raggiunti tre importanti obiettivi: abbassamento della gestione del rischio, erba medica come greening e controllo dell’offerta. Ad essere totalmente assente – prosegue il deputato 5 Stelle – è la visione futura della PAC post 2020 che, a nostro parere, dovrebbe essere calendarizzata il giorno successivo alla votazione, prevista per il 9 novembre prossimo”.

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