Ricerca: la microbiologia aiuta il pomodoro

A Grosseto il laboratorio del Crisba, il Centro di Ricerche Strumenti Biotecnici nel settore agricolo-forestale — prima esperienza nazionale di un laboratorio di ricerca situato in una scuola pubblica, in questo caso all’interno dell’istituto agrario Leopoldo II di Lorena di Grosseto — rappresenta un’eccellenza per la ricerca e la sperimentazione nella microbiologia del terreno applicata all’agricoltura e alla tutela ambientale. Oggi arrivano i primi risultati scientifici prodotti dal Centro. Il laboratorio offre strumenti biotecnici innovativi, adeguati e sicuri in campo agro-alimentare e in quello delle energie che si possono ricavare dalle produzioni agricole. Un punto di eccellenza tutto maremmano che mira a dare risposte alternative e di alta specializzazione: meno chimica e più microbiologia è il motto del Centro. L’attività scientifica è stata affidata a Lorenzo Moncini, un giovane ricercatore diplomatosi all’istituto agrario grossetano, laureato all’Università della Tuscia di Viterbo e specializzato poi in Biotecnologie vegetali e microbiche all’Università di Pisa. Un maremmano a cui è stata offerta l’opportunità di mettere la propria competenza e preparazione al servizio del territorio.I progetti di ricerca, al momento, sono concentrati sul pomodoro e sul pancrazio. Il laboratorio ha messo a punto delle tecniche che mirano a rendere le piante più rigogliose e meno attaccabili dagli agenti esterni attraverso l’utilizzo della microbiologia. Le piante di pomodoro – trattate così in maniera naturale — risultano più sane e più vigorose. Il pancrazio è una tipica pianta dunale, dai fiori bianchi, che rischia l’estinzione; il Crisba ha messo in campo un’azione per il suo ripopolamento e la propagazione.La Provincia di Grosseto, attraverso il Crisba, investe nell’intelligenza e nell’innovazione con un impegno che ammonta a 30mila euro all’anno.Il Consiglio Direttivo del Crisba è composto da Patrizia Siveri e Enzo Rossi, assessori provinciali, Luigi Mucciarelli, vicedirettore del Cap di Grosseto, Anna Rita Borelli, dirigente scolastica dell’Isitp e da Giampaola Pachetti, direttrice del Centro. Il Comitato Scientifico è invece composto dal Prof. Enrico Bonari della Scuola Superiore S. Anna di Pisa, dalla Prof.ssa Manuela Giovannetti Preside della Facoltà di Agraria dell’Università di Pisa, dal Prof. Giovanni Vannacci direttore di Dipartimento dell’Università di Pisa, dalla Prof.ssa Maria Rosaria Vergara ricercatrice della Scuola Normale Superiore di Pisa e dal Dott. Lorenzo Moncini Ricercatore del Crisba.
*Il progetto di ricerca su pomodoro*
Il progetto valuta il potenziale impiego, nella produzione di piantine di pomodoro da industria e da mensa, di isolati fungini di Trichoderma selezionati e forniti dalla Sezione Patologia Vegetale del Dipartimento di Coltivazione e Difesa delle Specie Legnose G. Scaramuzzi e di due isolati di Glomus (funghi endomicorrizici) selezionati e forniti dal Dipartimento di Biologia delle Piante Agrarie dell’Università di Pisa.
Tutti gli isolati di Trichoderma e di Glomus sono testati singolarmente ed in combinazione fra loro, aggiungendoli in una percentuale predefinita al terreno di coltura disposto nei contenitori alveolari per la semina del pomodoro.Viene quindi misurata rispetto al controllo (terreno non inoculato) la percentuale di germinazione el’altezza delle piantine a vari intervalli di tempo. Infine, al termine della prova, viene determinato il calibro del fusto al colletto, il peso fresco e il peso secco totale delle piante di ciascuna tesi.Tutti i dati raccolti sono analizzati statisticamente per rilevare se uno o più isolati fungini abbiano un effetto biostimolante nella produzione delle piantine di pomodoro e possa quindi essere preso in considerazione un eventuale utilizzo nella filiera produttiva tradizionale, specialmente per quanto riguarda la produzione biologica.Le piantine di pomodoro micorrizate – ovvero piantine cresciute su terreno cui è stato aggiunto un isolato fungino che entra in simbiosi con la pianta – appaiono più vigorose.
*Il progetto per la salvaguardia di Pancratium maritimum*
Nel Centro è in corso un progetto che riguarda la salvaguardia di una specie vegetale dunale: il /Pancratium maritimum/, pianta conosciuta anche con il nome di giglio di mare.
Questa bulbosa, che fiorisce fra luglio e settembre con grandi fiori bianchi e profumati, è una specie a rischio di erosione genetica, pertanto protetta dalla legge che ne vieta il danneggiamento, l’estirpazione, la distruzione e la raccolta.
Il Crisba sta compiendo la propagazione da seme di questa specie, finalizzata alla reintroduzione in ambiente delle giovani piante che saranno ottenute.
Dopo la campagna di raccolta del seme autoctono – svolta dal Centro nel mese di ottobre, con l’autorizzazione e il sostegno dell’Assessorato all’Ambiente della Provincia di Grosseto – è seguita la germinazione di un primo campione di semi di Pancratium maritimum in ambiente controllato (camere umide poste in incubatore termostatato a 22°C).
I semi germinati sono stati trasferiti in vasi contenenti torba bruna e perlite e collocati quindi in camera di crescita a 24°C con un fotoperiodo di 8 ore luce.
In questi giorni sono emerse le prime cotiledoni delle piantine di Pancratium maritimum propagate nel Centro che, una volta cresciute, verranno messe a dimora nel litorale Grossetano.
Dopo questi risultati promettenti del test preliminare seguirà una più consistente operazione di propagazione della specie.
*Centro di Ricerche Strumenti Biotecnici nel settore agricolo-forestale: la storia*
Il Centro – che si compone di un laboratorio attrezzato con le più moderne apparecchiature scientifiche per lo studio della microbiologia del suolo e di una serra attigua anch’essa di nuovissima concezione – è stato aperto la prima volta nell’ottobre del 2008. Nel primo anno di vita il Centro ha iniziato a collaborare con il Cap provinciale e con aziende vivaistiche private ottenendo ottimi risultati nel campo dell’applicazione dei microrganismi come bio-stimolatori di crescita e di produzione in alternativa ai concimi chimici e di bio-protettori in alternativa ai fitofarmaci su colture ortive. Inoltre l’attività del Centro è stata affiancata da progetti didattici per la formazione dei neo diplomati dell’Isitp Leopoldo di Lorena. Per mancanza di fondi, il Centro è rimasto inattivo per circa un anno. Il Centro ha riaperto lo scorso luglio, ampliando i campi di indagine microbiologica finalizzati all’impiego di diverse categorie di microrganismi utili all’agricoltura e alla trasformazione delle biomasse in biogas, affidando l’attività di ricerca ad un giovane laureato dell’Istituto, il Dott. Lorenzo Moncini, e nominando un comitato tecnico scientifico di alta formazione.
Il Crisba è sostenuto da Provincia di Grosseto, Fondazione Mps, Consorzio Agrario Provinciale in collaborazione con rappresentanti dell’Università di Pisa, della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e della Scuola Superiore Normale di Pisa.
nella foto Lorenzo Moncini con, a destra, piantine di pomodoro trattate.

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