Riforma Pac: Confagri, il paese ha bisogno di un’agricoltura forte

“La riforma della politica agricola comune deve partire con la riconferma del budget finanziario comunitario e nazionale, con una dotazione per il settore agricolo almeno pari, in termini reali, alla dotazione attuale, ovvero circa 60 miliardi di euro per anno di cui quasi 6 miliardi all’agricoltura italiana”. Lo hanno chiesto i rappresentanti di Confagricoltura nell’audizione odierna in Commissione Bilancio della Camera sul futuro della Pac.
Confagricoltura ha ricordato come l’Italia sia un contribuente netto al bilancio comunitario, dando all’incirca il doppio di quello che riceve: 15 miliardi di euro di contributi versati a fronte di finanziamenti ricevuti per 8,3 miliardi di cui quasi 6 per l’agricoltura italiana tra primo e secondo pilastro. Ed ha sottolineato: “Una riduzione del budget complessivo per l’agricoltura è ingiustificata ed inaccettabile e peggiorerebbe ulteriormente la nostra posizione di debitori netti che già assomma ad oltre 6,5 miliardi di euro nel 2010. Si prevede un bilancio dell’Ue in crescita ma l’unica voce che verrebbe a contrarsi sarebbe proprio quella degli stanziamenti agricoli per oltre 5 miliardi di euro tra il 2013 ed il 2020. Sono finiti i tempi in cui l’agricoltura era considerata la cenerentola dell’economia. I temi della produzione di qualità, salubrità e sicurezza alimentare sono fondamentali per l’Europa attuale e futura, vista la rilevanza del settore primario anche sul piano sociale ed ambientale.
Investire nell’agricoltura come Bruxelles ha fatto dall’avvio del percorso di unificazione europea significa puntare su un settore che può contribuire a far uscire l’economia del continente dalla crisi; che vanta come agroalimentare l’8 per cento di occupazione e che gestisce il 70 per cento del territorio. “Ogni euro speso in più per i campi e gli allevamenti – ribadisce Confagricoltura – significa più valore aggiunto e più competitività delle nostre imprese.”
L’Organizzazione degli imprenditori agricoli ha quindi ricordato come, a livello europeo, il reddito degli agricoltori, mediamente, è cresciuto dell’11% negli ultimi cinque anni, mentre quello degli agricoltori italiani, in totale controtendenza, è crollato del 16%.
“Non va trascurato – hanno concluso i rappresentanti di Confagricoltura – il ruolo positivo dell’agricoltura e dell’agroalimentare sulla bilancia commerciale nazionale. Ormai oltre l’8% dell’export italiano in valore è costituito da prodotti agroalimentari e la quota sull’export è cresciuta negli ultimi anni. Il Paese non può permettersi fanalini di coda ma settori rafforzati e competitivi”.

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