Riforma Pac; Galan, no a tetto aiuti europei


Italia, Francia e Spagna contro Polonia e paesi dell’estremo Nord e dell’Est Europa, con al centro la Germania. Era questa la formazione in campo, a Bruxelles, per il primo confronto ministeriale sulla riforma della politica agricola comune (Post) 2013. Con una eccezione. L’idea di introdurre un massimale agli aiuti diretti che l’Ue versa agli agricoltori non piace al ministro per le politiche agricole e alimentari Giancarlo Galan in quanto – ha spiegato – non ha alcun senso”. Concordano Germania, Gran Bretagna, Slovenia e Repubblica Ceca e Romania. In realta’, ha spiegato Galan, i 27 su un tema si sono trovati tutti allineati: ”La necessita’ di avere una Pac forte, che disponga di finanziamenti, dove l’agricoltura abbia una sua centralita’ nell’Ue”. Il problema e le divisioni nascono invece quando si comincia a discutere della distribuzione dei fondi. Nel suo intervento Galan e’ entrato nel vivo della posizione italiana chiedendo ”che gli aiuti vengano determinati in base al valore della produzione”. E questo in contrapposizione a quanto invece chiede la Polonia, ossia che gli aiuti siano definiti in base alla sola superficie”. Galan ha rilanciato: ”Il mio paese non accettera’ mai un criterio – che sia pure dilazionato in tempi lunghissimi – che prevede solo la superficie coltivabile come base di distribuzione degli aiuti”. Gia’ dal primo confronto ministeriale quindi, i criteri per definire gli aiuti diretti agli agricoltori, e quindi la distribuzione dei fondi Ue, appaiono essere uno dei nodi piu’ ardui del negoziato sulla futura Pac. Galan ha rincarato: ”Ho ricordato ai colleghi che l’agricoltura non e’ solo una superficie da coltivare, e’ tecnologia, innovazione, fatica, lavoro. Tutti questi criteri alla fine sono contenuti in due risultati: la qualita’ e il valore”. L’Italia ha tenuto poi a sottolineare che l’agricoltura europea nel suo insieme deve poter stare nel mercato globale avendo come avversari paesi produttori fortissimi. E questo lo si ottiene – ha ribadito Galan – ”puntando sulla qualita”’. Per questo il ministro ha detto ai partner di essere preoccupato per le trattative in corso con il Mercosur (il mercato comune dell’America del Sud ndr)”. Di fronte alle carenze ancora esistenti nella Pac Galan ha suggerito di poter ”rimediare con aiuti accoppiati (ossia legati al livello della produzione ndr) in caso di situazioni particolari, congiunturali e per dare un po’ di elasticita’ ad una materia che sta diventando – ha spiegato – troppo poco flessibile. A beneficiarne, ad esempio, potrebbe essere il settore del tabacco, una grande storica produzione italiana”. Un’ulteriore misura che l’Italia ha posto sul tavolo del consiglio dei ministri Ue riguarda i programmi di sviluppo rurale regionalizzati. ”Vorrei – ha detto il ministro – che nella Pac destinata alla sviluppo rurale ci fossero 23 programmi regionali, ma che se una Regione non riesce a spendere tutto, l’importo possa essere recuperato da altri programmi e che, rispettando l’autonomia della Regioni, ci fosse anche un po’ di spazio per programmi interregionali realizzati quindi a livello governativo insieme alla Regioni”. (ANSA).

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