Riforma Pac: i 27 accelerano sul negoziato

Accelera a Bruxelles il negoziato europeo sulla riforma della politica agricola – la Pac post-2013 – che per la prima volta entra nel vivo delle discussioni tra i 27 ministri dell’agricoltura europei – per l’Italia Mario Catania – su uno dei capisaldi della proposta di riforma: il cosiddetto ‘greening’, ossia gli aiuti ‘verdi’ che la Commissione propone di destinare agli agricoltori nell’ambito dei pagamenti diretti che ricevono dall’Ue per le loro produzioni. Per beneficiare di quegli aiuti, o si è un’azienda a produzione biologica, oppure bisogna poter rispettare precise condizioni sulle quali il commissario all’agricoltura, Dacian Ciolos, ha fatto oggi alcune significative aperture. Certo, si tratta di concessioni non ancora sufficienti per la maggioranza degli Stati membri, ma lo stesso Ciolos non esclude di ampliarle tramite un processo di decisione che pero – dice – “deve avanzare parallelamente con le proposte che l’Europarlamento presenterà il 18 giugno”. “La Commissione europea ha fatto un lavoro utile e delle aperture sono interessanti – ha dichiarato il ministro Catania – ma molto dobbiamo ancora fare. In questa fase – ha aggiunto – credo più utile restare all’interno dello schema della Commissione europea in modo da ottimizzare la sua disponibilità a muoversi. Sono tre le condizioni poste da Bruxelles per beneficiare degli aiuti all’inverdimento della Pac: diversificare le colture (almeno 3); destinare il 7% dei terreni di un’azienda ad aree di interesse ecologico; i pascoli permanenti. Queste i suggerimenti dell’Italia. – DIVERSIFICAZIONE COLTURE – Catania propone un sistema a tre fasce: le piccole aziende – di una superficie da zero fino a 15 ettari esentate da qualsiasi obbligo (la media delle aziende italiane è di 8-9 ettari); le aziende medie, sopra ai 15 ettari e fino a 50, potrebbero avere un obbligo di due colture; sopra i 50 ettari rimarrebbe l’obbligo di 3 colture. – AREE INTERESSE ECOLOGICO – La percentuale del 7% è troppa elevata e va ridotta, dice il ministro, secondo cui devono essere escluse da qualsiasi vincolo anche le aziende che hanno colture permanenti, come frutteti, oliveti e altre, in quanto colture arboree già virtuose sotto il profilo ambientale. – SANZIONI – Mi sembra il momento di chiarire una volta per tutte – ha detto con forza Catania – che non possiamo immaginare che l’agricoltore, non si trova in linea con le norme sul greening – perda in tutto o in parte l’aiuto di base (dei pagamenti diretti Ue ndr) come propone Bruxelles. Questo è impensabile. Il massimo della sanzione concepibile – conclude – può essere quello di perdere la componente dell’aiuto verde e non più di quello”. (ANSA)

Scrivi un commento

Utilizza gravatar per personalizzare la tua immagine

Copyright © 2009 Con I Piedi Per Terra . All rights reserved.
Copyright © GTV s.r.l.
Sede legale V.Bonazzi, 51 - 40013 Castelmaggiore (Bo) - Sede opertiva v. L.Manara, 6 - 40128 Bologna
tel: 051 63236 - fax 051 6323602 - fax redazione 051 6323609
P. Iva 01607481205 - C.F 01161880388 - R.E.A. 347487 - R.I.BO 01161880388 - C.S. € 1.550.000,00 Vers. € 1.445.375,00
Concessionaria per la Pubblicità Publivideo2 Srl.