Riforma Pac: i commenti alle controproposte del PE

“Proponiamo una nuova politica agricola comune (Pac) con tante novità ma anche semplice, flessibile e al tempo stesso moderna e che sappia garantire maggiori certezze per il futuro degli agricoltori europei, frutto di un lavoro lungo e complesso”. Lo afferma il presidente della commissione agricoltura del Parlamento europeo, Paolo De Castro, in quanto dopo mesi di dibattiti, si è chiusa al Parlamento europeo la due giorni di presentazione delle controproposte di riforma della Pac post-2013, rispetto al documento presentato dalla Commissione europea. Controproposte – tiene a sottolineare De Castro – “frutto di un lavoro lungo e complesso”.
“Siamo lieti di constatare che molte delle richieste avanzate dalla cooperazione di Francia, Italia, Spagna e Portogallo sono state accolte nei testi di emendamenti del Parlamento Europeo”. Così il Presidente di Fedagri-Confcooperative, Maurizio Gardini, anche a nome di Legacoop Agroalimentare e Agci-Agrital, ha accolto la presentazione ufficiale dei rapporti sulla Politica Agricola Comune post 2013. Particolarmente significativo, per Gardini, il riconoscimento del valore dell’aggregazione dell’offerta e della gestione del mercato: “sono stati proposti – ha spiegato – numerosi emendanti che rafforzano il ruolo delle Op e delle AoP, nonché gli strumenti di gestione del rischio come quelli assicurativi o di regolazione del mercato, come l’intervento, i diritti di impianto del vino e le quote zucchero”. Ringraziando il Presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo, Paolo De Castro, e gli onorevoli Michel Dantin, Luis Capoulas Santos, Giovanni La Via ed Herbert Dorfmann “per la disponibilità dimostrata in questi mesi”, Gardini ha ricordato come il cammino della Pac sia ancora lungo e complesso. Non a caso a breve le organizzazioni cooperative europee invieranno a tutti i membri della Commissione agricoltura e Sviluppo rurale del Parlamento Europeo un nuovo documento di proposte. “Ribadiamo con forza – ha concluso Gardini – che la sfida da vincere resta quella del mercato, della sicurezza degli approvvigionamenti e della costruzione di un sistema di produzione europeo più competitivo, che solo una politica agricola basata sul rilancio degli investimenti potrà dare
“Apprezziamo il lavoro che hanno svolto gli europarlamentari. Molte delle proposte formulate vanno nella giusta direzione, ma c’é ancora molto da fare per una riforma della Politica agricola che sia realmente rispondente alle esigenze delle imprese agricole e che tuteli gli interessi degli agricoltori”. Questo il commento del presidente della Confederazione italiana agricoltori, Giuseppe Politi, che ha spiegato come le indicazioni dei parlamentari siano favorevoli agli agricoltori, ai loro interessi e ai loro bisogni di maggiori certezze. Tuttavia, ha proseguito, “il cammino per una valida riforma è ancora tortuoso: la proposta formulata dalla Commissione va necessariamente corretta”. Per la Cia la politica agricola europea dovrà puntare sull’efficienza del mercato, il rafforzamento delle organizzazioni di produttori, la diffusione dell’economia contrattuale, il ricambio generazionale, il sostegno degli strumenti (assicurazioni e fondi di mutualità) per contenere gli effetti della volatilità dei prezzi e delle crisi di mercato. L’auspicio di Politi è che sia possibile realizzare un vero ‘gioco di squadra’ con Governo, regioni, componenti della filiera e Parlamento Ue “per una riforma equilibrata ed efficiente che dia risposte chiare agli imprenditori agricoli”.
“Una prima risposta all’insostenibilità, per il nostro Paese, della proposta della Commissione europea”. Questo il giudizio del presidente di Copagri, Franco Verrascina, secondo il quale si dovrebbe “cambiare mentalità”, considerando il valore che può essere espresso da un singolo stato membro come valore per l’intera Unione. In tale ottica ritiene non più accettabile che “l’Italia continui ad essere contribuente netto del bilancio comunitario senza ricevere adeguata considerazione per le proprie istanze”. Nello specifico, secondo la confederazione, la Pac dovrebbe porsi come primi obiettivi l’aumento della produzione, per rispondere alla crescente domanda di cibo, e la tutela della qualità. “In questo senso – spiega Verrascina – occorre eliminare tutto ciò che può portare a sterili posizioni di rendita e quanto proposto dalla Commissione europea in materia di criteri per la distribuzione dei premi e greening va quindi sensibilmente corretto. Contestualmente – prosegue – proprio per sostenere una politica di aumento della produzione, vanno prese decisioni fondamentali in merito alla tutela dalle crisi di mercato e per ripristinare un equilibrio perso ormai da anni tra costi di produzione e prezzi all’origine”. L’auspicio di Copagri è che queste istanze possano essere recepite dall’Europa, grazie anche all’impegno del presidente del Consiglio Monti e del ministro Catania.

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