Riforma Pac: Italia perderà 285 milioni nel 2019


Con la nuova Politica agricola comune le cui linee guida per il 2014/2020 sono state illustrate oggi dal commissario Ue per l’agricoltura, Dacian Ciolos, i contributi diretti agli agricoltori italiani sono destinati a diminuire progressivamente fino ad arrivare, nel 2019, a essere del 6% inferiori rispetto a quelli del 2013.
Infatti, il totale dei pagamenti diretti ammonteranno a 4,128 miliardi nel 2013 e scenderanno a 3,841 nel 2019. Ma per completare il calcolo di quanto in meno l’Italia ricevera’ dall’Unione europea per l’agricoltura bisognera’ aspettare la definizione dei “pacchetti nazionali globali” per il settore, e considerare anche i fondi per lo sviluppo rurale, quelli per i giovani agricoltori e per i piccoli. Questo, come ha spiegato lo stesso Ciolos presentando la proposta della Commissione, avverra’ solo al termine del lungo processo decisionale, che comincera’ la settimana prossima con il confronto fra i 27 ministri del settore, a Lussemburgo.

La nuova Pac dovra’ fare i conti con un’Unione europea allargata rispetto alla precedente, valida nel settennio 2007/2013, e con la necessita’ di redistribuire i fondi disponibili a un maggior numero di paesi.
Per questo e’ prevista la graduale diminuzione, nel periodo 2014/2020, dei contributi diretti per quei paesi, come l’Italia, il cui livello supera la media europea. Solo Malta, i Paesi Bassi e il Belgio, allo stato, godono di aiuti piu’ alti dell’Italia rispetto alla media Ue: nel caso dell’Olanda, il taglio a regime sara’ di circa il 7%, mentre per Francia e Germania si aggirera’ attorno al 3-4%. “Per i paesi che ricevono pagamenti diretti medi all’ettaro superiori alla media Ue – ha detto Ciolos – ci sara’ una riduzione proporzionale”.
Il criterio per stabilire i contributi e’ basato sulla superficie coltivata in ettari, mentre sara’ superato il criterio basato sulla produzione storica. “I paesi in cui la distribuzione dei fondi si basa al 100% su criteri storici – ha detto Ciolos – avranno bisogno di tempo per cambiare il sistema e ridistribuire i fondi fra le regioni”. I paesi in cui prevale l’aspetto storico, spiegano a Bruxelles, sono 13 e una parte del Regno Unito: entro il 2019 dovranno invece riferirsi agli ettari coltivati.

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