Riforma Pac: Scarpa Bonazza a confronto con l’Europarlamento


La riforma dell’agricoltura europea è sempre più al centro delle preoccupazioni dell’Europarlamento che oggi ha messo a confronto i rappresentanti dei Parlamenti nazionali: per l’Italia il presidente della commissione agricoltura del Senato, Paolo Scarpa Bonazza Buora. Così, a partire dal metodo proposto dalla Commissione europea per la distribuzione dei fondi europei per la Pac post-2013 all’aiuto ‘verde’ ai produttori agricoli, dal rischio di eccesso di burocrazia alla definizione di agricoltore attivo, sono stati diversi i rilievi presentati da Scarpa Bonazza nell’illustrare in estrema sintesi la mozione sulla riforma della Pac approvata all’unanimità dal Senato della Repubblica. “Riteniamo – ha poi precisato all’Ansa al termine del suo intervento – che bene faccia il presidente della commissione agricoltura del Parlamento, Paolo De Castro, a non voler esprimere un parere vincolante sulla proposta della Commissione europea fino a quando non saranno chiare i contenuti della prospettive finanziarie europei 2014-2020”.
Questi i rilievi sollevati da Paolo Scarpa Bonazza al Parlamento europeo nell’illustrare oggi a Bruxelles la mozione della commissione agricoltura del Senato della Repubblica sulla riforma della Pac post-2013. – DISTRIBUZIONE FONDI 2014-2020 – “Danneggia in maniera intollerabile il nostro Paese – ha detto Scarpa – la distribuzione finanziaria basata sulla superficie agricola come proposto da Bruxelles. Andrebbero presi in considerazione altri parametri come il valore della produzione, lavoro, costo della vita, valore fondiario, tutti fattori diversi tra Stati membri. – AIUTO ‘VERDE’ (GREENING) – Bisogna trovare – ha aggiunto Scarpa – un modo per valorizzare l’aspetto ambientale della Pac, e non creare nuovi vincoli burocratici, inaccettabili per tutti, ma soprattutto per le piccole imprese. – PAGAMENTI DIRETTI UE – Non vanno toccati – ha precisato Scarpa – e devono restare nella produzione agricola (I pilastro Pac). – CRISI DI MERCATO – Necessari degli strumenti per affrontare in maniera utile le crisi di mercato e la volatilità dei prezzi nell’ambito dello sviluppo rurale (II pilastro Pac). – AGRICOLTORE ATTIVO BENEFICIARIO FONDI UE – L’Italia ha già definito nove anni fa la figura dell’imprenditore agricolo a titolo professionale individuando alcune figure specifiche. La proposta di Bruxelles è troppo estensiva – ha proseguito Scarpa – mentre le risorse non lo sono, considerando anche che l’allargamento dell’Ue non è completato. Quindi, o lasciare libertà agli Stati di definire la figura dell’agricoltore attivo o darne – ha concluso – una interpretazione precisa. (ANSA).

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