Rilanciare il tabacco italiano: la ricetta di Confagricoltura

“La coltivazione del tabacco in Italia va salvaguardata e rilanciata in chiave imprenditoriale, rafforzando l’integrazione tra produzione e trasformazione”. Lo ha detto il presidente nazionale di Confagricoltura Mario Guidi che, oggi a Città di Castello, ha visitato la “FAT – Fattoria Autonoma Tabacchi”, polo che raccoglie la produzione dei soci su 1800 ettari (circa 5,5 milioni di Kg di Virginia Bright) e la lavora nel proprio stabilimento di trasformazione.”In un momento così difficile per questa coltivazione, che non ha più sostegni pubblici e che comunque necessita di forti investimenti, si rende ancora più urgente rinsaldare i rapporti di filiera, ma non solo – ha detto Guidi -; la FAT è un esempio di come debba evolvere la realtà tabacchicola nazionale, che deve polarizzarsi in poche strutture efficienti, che prevedano un mix tra il momento produttivo e quello di trasformazione”.Gli accordi con le principali multinazionali utilizzatrici del prodotto, promossi dal ministro Romano, dimostrano che c’è interesse per il tabacco italiano. Portano programmazione colturale e stabilità produttiva, garantendo reddito ed occupazione per i 60 mila addetti impegnati.
“Ora il ministero per le Politiche agricole – ha concluso il presidente di Confagricoltura – deve impegnarsi a favorire, creando apposite corsie preferenziali, quelle realtà integrate, imprenditoriali ed efficienti che permettono di dare futuro al tabacco italiano”.

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