Rinnovabili: in E-R completata approvazione linee guida per i siti degli impianti


L’Assemblea legislativa ha approvato a maggioranza (contrari Pdl, Lega nord, Udc e 5 Stelle) le linee guida della Giunta regionale che individuano i siti per gli impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili (eolica, biogas, biomasse e idroelettrica dopo il fotovoltaico licenziato nei mesi scorsi), legate al Piano energetico pure licenziato oggi in Aula. La delibera, all’interno di provvedimenti nazionali (Legge 239/2004, Decreto legislativo 28/2011 e Decreto del Ministro per lo Sviluppo Economico del 10 settembre 2010), indica come prioritarie la salvaguardia territoriale e l’efficienza energetica, salvo eccezioni legate all’autoconsumo. Siti non idonei sono quelli, ad esempio, “all’interno di coni visuali la cui immagine è storicizzata e identifica i luoghi”; in prossimità di parchi archeologici e aree contigue a luoghi di interesse culturale, storico e religioso; aree naturali protette; zone umide di importanza internazionale; aree della Rete Natura 2000 o che svolgono funzioni determinanti per la conservazione della biodiversità; le Iba (Important birds areas); aree agricole a produzioni di qualità (biologiche, Dop, Igp, Stg, Doc, Docg) o caratterizzate da situazioni di dissesto e rischio idrogeologico. Viene considerato anche l’impatto sociale di impianti come quelli a biogas e biomasse. Sono esclusi dai criteri i procedimenti già conclusi alla data di pubblicazione sul Bur e quelli ‘formalmente avviati in data antecedente’ in base all’istanza di autorizzazione unica; gli impianti nelle aree produttive ecologicamente attrezzate già ammessi a finanziamento pubblico e quelli degli Enti locali già finanziati con delibera di Giunta. Dettate anche le norme transitorie per i procedimenti in corso di autorizzazione. Entro 60 giorni, la Giunta dovrà licenziare una delibera con le caratteristiche tecniche degli impianti autorizzabili per mitigare l’impatto ambientale. Approvati dieci emendamenti dell’assessore Alfredo Peri volti a rafforzare gli spazi di autonomia degli Enti locali, ma in stretta coerenza con il Piano energetico. Respinti i 24 emendamenti del Movimento 5 Stelle, gli otto firmati dal leghista Manes Bernardini e i due del Pdl. Per il capogruppo Pdl, Luigi Villani, il provvedimento è permeato da “tono ideologico” e presenta più di una incongruenza tra gli obiettivi del Piano energetico e l’applicazione pratica di queste linee guida. Al primo punto per Galeazzo Bignami (Pdl) c’é la salute dei cittadini e la salubrità dei territori: servono controlli a monte per verificare eventuali ricadute negative degli impianti. Troppi vincoli anche per Gianguido Bazzoni: il piano energetico sposava una politica industriale, seppure “insufficiente”, ma la logica queste linee guida è “esclusivamente ambientalistica”. Per il leghista Manes Bernardini il provvedimento non garantisce chi realizza gli impianti, né tutela i territori, oltre a lasciare aperti gli interrogativi del mondo agricolo. Il risultato è invece positivo per Gabriella Meo (Sel-Verdi) seppure “non tutto” la soddisfi: bene la riflessione imposta sulla necessità di pianificare sia la collocazione degli impianti, sia la quantità di energia rinnovabile da produrre. Una misura necessaria per arginare la deregolamentazione nazionale, secondo Paola Marani (Pd). Per il capogruppo Marco Monari, ora sulle rinnovabili e le biomasse la Regione Emilia-Romagna ha “norme efficaci a tutelare al meglio la qualità della vita, la salute e l’ambiente”. “La scelta compiuta è quella di governare le trasformazioni indotte dal ricorso alle energie rinnovabili con una politica integrata, per questo si giunge ad approvare contemporaneamente Piano energetico e completamento delle linee guida, accompagnate da atti di Giunta sul governo del processo di realizzazione del monitoraggio e controllo degli impianti, con particolare riferimento a quelli che utilizzano biomasse. Grande attenzione é stata posta al mondo agricolo”, che “colloca in questo disegno le iniziative più adeguate (fotovoltaico sulle strutture e nelle aree marginali, biomasse connesse al modello produttivo o quale alimentazione di impianti extra aziendali, varie forme dell’eolico)”. Monari sottolinea anche il piano di monitoraggio e le regole per una corretta gestione degli impianti a biomasse. Per Monica Donini (Fds) il provvedimento evita il Far West degli impianti, aprendo una riflessione per una pianificazione pubblica che permetta il passaggio “ad un altro livello della produzione energetica”. Anche Sandro Mandini (Idv) ha rilevato che si punta molto alla qualità ambientale, apprezzando l’attenzione alla partecipazione degli Enti locali nelle scelte sui territori. Il ‘grillino’ Giovanni Favia ha posto l’accento su molti temi, toccando in particolare l’alimentazione delle centrali a biomasse, rilevando che “non è etico bruciare ciò che si può mangiare”. Per il suo collega Andrea Defranceschi, “in alcuni punti il testo della Regione ha fatto peggio di quanto non stabilisca la normativa nazionale”, in particolare sulla Rete Natura 2000, senza parità di trattamento tra aree Sic e Zps. Per Silvia Noé (Udc) il giudizio non è positivo, “pur comprendendo lo sforzo fatto” per bilanciare sviluppo delle energie alternative e volontà di salvaguardia del territorio, ma l’ampia concessione alle autonomie locali – ha detto – in assenza di disposizioni unitarie non dà certezze. L’assessore Alfredo Peri ha concluso rilevando la diversa natura di un provvedimento che si confronta con un nuovo scenario, che anche in futuro richiederà “atti di governo e – ha detto – non posizioni rigide. Dovremo prestare grande attenzione per evitare una cattiva realizzazione degli impianti senza eccessivi limiti, ma governandola in coerenza con il Piano energetico regionale”. (ANSA).

Un Commento in “Rinnovabili: in E-R completata approvazione linee guida per i siti degli impianti”

  • micheke scritto il 13 agosto 2011 pmsabatoSaturdayEurope/Rome 18:35

    il piano regionale rende praticamente impossibile realizzare un impianto in emilia romagna

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