Rinnovabili: positivi i commenti delle organizzazioni agricole

Un ”punto di equilibrio” tra ”l’esigenza di tutelare la produzione alimentare, evitando fenomeni speculativi”, e la possibilita’ di integrare il reddito agricolo producendo energia rinnovabile. E’ il parere del presidente di Coldiretti, Sergio Marini, sul decreto relativi alle rinnovabili che, ricorda l’organizzazione agricola, consentirà di installare impianti che producano al massimo un megawatt e non occupino piu’ del 10% della superficie agricola aziendale.
”Positivo” anche il giudizio della Cia ”ma e’ necessario – continua la Confederazione italiana agricoltori – coinvolgere il mondo agricolo nella predisposizione dei numerosi decreti attuativi che definiranno nel concreto le scelte operative e i livelli degli incentivi”. Quattro gli elementi innovativi che, secondo la Cia, interessano il settore primario: le regole per lo sviluppo e il sostegno al biogas e al biometano; le modalita’ per incentivare la crescita dell’energia termica prodotta dagli impianti alimentati a biomasse; gli indirizzi per la crescita dei biocarburanti; i futuri limiti per gli impianti fotovoltaici realizzati nelle aree agricole. La Cia ritiene tuttavia necessario che le prossime misure siano ispirate a promuovere la generazione distribuita, i piccoli e medi impianti realizzati nel rispetto delle caratteristiche e le risorse del territorio e a sostenere le iniziative realizzate dagli imprenditori agricoli singoli e associati nel campo della produzione energetica da fonti rinnovabili.
“Con l’approvazione del decreto legislativo che recepisce la direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell’energia da fonti rinnovabili, la filiera del biogas tira un sospiro di sollievo. Dopo le forti preoccupazioni dei giorni scorsi dovute alla previsione di un “tetto” all’uso di coltivazioni dedicate, il testo approvato infatti non fa alcun riferimento a tali limitazioni. Lo sviluppo sostenibile degli impianti sarà comunque garantito attraverso gli strumenti introdotti dalle linee guida per le autorizzazioni”. Lo ha detto il presidente di Confagricoltura Federico Vecchioni che ha rivolto “Un sentito ringraziamento al ministro Galan ed al lavoro svolto dal suo ministero che con tenacia è riuscito a garantire lo sviluppo del settore agroenergetico anche per quanto riguarda la riconversione del settore bieticolo saccarifero”.
Ad avviso del leader dell’Organizzazione agricola a completare il positivo quadro sul biogas c’è sicuramente l’estensione degli attuali incentivi agli impianti delle aziende agricole entrati in esercizio prima dell’1 gennaio 2008. “Ora – ha sottolineato Vecchioni – è indispensabile procedere celermente alla definizione delle modalità applicative”.
Per quanto riguarda la realizzazione di impianti fotovoltaici a terra, la soluzione individuata (10% della superficie agricola utilizzabile con un limite di 1 MW, derogabili in alcune situazioni), viene giudicata da Confagricoltura sicuramente un passo avanti rispetto all’ipotesi di divieto assoluto e permette comunque di poter affiancare all’attività agricola quella energetica con una positiva diversificazione dei redditi.
Destano invece forti preoccupazioni per Confagricoltura le disposizioni sul fotovoltaico relative alla previsione di un decreto di modifica del terzo conto energia (che destina incentivi al settore) entro fine aprile con effetti a partire già dal mese di giugno. “Tale previsione, che ha comunque permesso di superare la sospensione del sistema di incentivazione per il fotovoltaico al raggiungimento degli 8.000 MW, se non gestita con razionalità, rischia – avverte Vecchioni – di mettere in seria difficoltà quanti in questi mesi hanno avviato investimenti facendo riferimento agli incentivi previsti dalla normativa vigente”.
E’ ancora presto – dichiara infine il Presidente Nazionale Confeuro – per dare un giudizio sul decreto legislativo dell’esecutivo, ma è comunque da considerarsi un segnale positivo in grado di smuovere la crisi che ha coinvolto e messo in ginocchio il settore agro-alimentare italiano.
Novità come queste hanno il merito di smuovere il torpore che ha avvolto fino ad ora le istituzioni nel parlare di agricoltura. In questi giorni – conclude – valuteremo nel dettaglio i contenuti del decreto.

5 Commenti in “Rinnovabili: positivi i commenti delle organizzazioni agricole”

  • Alessandro scritto il 5 marzo 2011 amsabatoSaturdayEurope/Rome 0:08

    Ma questi delle associazioni agricoltori ne capiscono qualcosa?? secondo me nulla.
    Ma sapete quanto spazio ci vuole per fare 1 mw a terra? circa 3 ettari e sapete fare il conto di quanta terra ci vorrà dopo il decreto? 30 ettari. E allora quanti agricoltori hanno 30 ettari e ne mettono a disposizione 3………….. nessuno. E quelli che hanno già investito sul fotovoltaico a terra? E le ditte che vivono di questo? e le famiglie che vivono di questo. E le associazioni degli agricoltori che dovrebbero amare natura e terra cosa fanno? dicono bel decreto certo che spiana la strada al nucleare. Ma vergognatevi Ignoranti.

  • davide scritto il 7 marzo 2011 amlunedìMondayEurope/Rome 11:17

    hai usato la parola giusta….ignoranti…..perfortuna che ce qualcuno che capisce!i sindacati agricoli sono interessati a rovinare l agricoltura e nient altro.si vergognassero almeno

  • miro scritto il 7 marzo 2011 pmlunedìMondayEurope/Rome 17:32

    teneta anche conto che per far funzionare un impianto di biogas da 1MW,per poterlo gestire,oltre a mettere a disposizione dell’impianto i prodotti coltivati su almeno 300ettari,bisogna arare,coltivare,raccogliere,insilare ecc.ecc.,nonchè smaltire il digestato il tutto utilizzando mezzi
    (trattori) che bruciano gasolio consumandone circa 1000quintali e poi la chiamano energia pulita.
    Mi sa tanto che non sono mica tanto ingnoranti quelli delle sindacali in primis Confagricoltura che li stà sponsorizzando a tuttospiano.Si tratta pursempre di impianti del valore dai 3 ai 6miloni di euro, un bel bisnes! Vuoi vedere che quì gatta ci cova!
    Certo l’affare non lo stanno sicuramente facendo le imprese agricole che in buona fede ed ascoltando appunto le lusinghe delle sindacali stanno investendo(si stanno indebitando)nel settore e che probabilmente fra un paio d’anni si ritroveranno con un bel mutuo da pagare e l’impianto fermo. Vi ricordate quando le sindacali ci spingevano ad “investire” nell’acquisto di quote latte? Compra le quote,investi per il tuo futuro e quello dei tuoi figli, bell’affare che abbiamo fatto! Impianti di biogas UGUALE,investi che è per il tuo futuro,investi che è una buona integrazione al reddito; PANZANATE! Se pensiamo che tutto il sistema è basato e campa solo perchè asistito da contributi è tutto detto. E poi,cosa viene a costare al contribuente questo tipo di energia? Contributo di 28cent.KW prodotto più incentivi vari(contributi che poi l’utente si ritrova in bolletta elettrica) Contributo sui terreni PAC. e contributo pure sul gasolio sprecato per gestire l’impianto. PAZZESCO.

  • marco scritto il 8 marzo 2011 pmmartedìTuesdayEurope/Rome 14:02

    in ITALIA le studiano tutte per mandare l agricoltura quella vera che produce materie prime dal cul. ,gli impianti a biogas servono solo a portare poverta’ tra gli agricoltori e a far ridere le banche che saranno le prime a farsi pagare e poi tra qualche anno chissa’ cosa succedera’..e ora di finirla con ste boiate e lasciare la terra a chi la usa per fare da mangiare alla gente. Per fare la corrente costerebbe molto meno mettere un generatore a gasolio e inquinerebbe molto meno.Purtroppo o gia’ visto che gli interessi di pochi ci faranno morire tutti ciao

  • Fabio G scritto il 8 marzo 2011 pmmartedìTuesdayEurope/Rome 15:42

    CALMA RAGAZZI, NON DEGENERIAMO; LA SOSTENIBILITA’ DELL’ECONOMIA E’ QUALCOSA CHE NON VA CERTO SOTTOVALUTATO PER NON CORRERE IL RISCHIO CHE SUCCEDA DAVVERO COME LE QUOTE LATTE, IL NON VOLER AFFRONTATE IL PROBLEMA E’ QUALCOSA A CUI GLI ITALIANI SONO ABITUATI PURTROPPO, IN CAMPO ENERGETICO E’ EVIDENTE CHE L’ITALIA E’ MOLTO INDIETRO DA UN PUNTO DI VISTA LEGISLATIVO; NEGLI ULTIMI ANNI HA CERCATO DI METTERSI AI RIPARI CREANDO DELLE VERE BOIATE CHE SONO STATE COME LA MANNA DAL CIELO X ALCUNI VOLPONI; DETTO QUESTO IO NON RITENGO DI AVERE LE COMPETENZE PER RISOLVERE IL PROBLEMA, VOGLIO SOLAMENTE RICORDARE CHE SE VOGLIAMO LASCIARE AI NOSTRI SUCCESSORI UN MONDO DECENTE, OGNI ESSERE UMANO DOVREBBE FAR QUALCOSA PER NON DEPAUPERARE IL NOSTRO PIANETA..

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