Riso igp e vini al top : su “Con i piedi per terra” le risaie del Delta del Po e la vendemmia sotto le stelle

Cereali e vino, due prodotti importantissimi per la nostra agricoltura. Dal Veneto, Porto Tolle in provincia di Rovigo, la risicoltura polesana , dal modenese la vendemmia notturna del Lambrusco, e da Zola Predosa i dati sulla vendemmia e i vini top dell’Emilia Romagna: questo il viaggio a cavallo tra due regioni di Con i piedi per terra di questa settimana.
Il RISO nell’area del Delta del Po , zona principe della risicoltura nazionale, che vede tra l’altro l’Italia primo paese produttore a livello europeo… Il riso rappresenta una vera e propria monocoltura nell’area nord-occidentale della pianura Padana ,dalle province tipicamente risicole di Vercelli, e Novara, alle contigue di Aessandria, e Lodi. Ma a fianco dell’area Piemontese e quella lombarda , area eletta e’ quella del Polesine, in particolare appunto nel territorio del Delta del Po, fin dal 1450 : coltura strettamente legata alla bonifica. E qui nel Parco del Delta dove il Po di Tolle sfocia in mare, c’e’ l’Azienda Agricola Cà Bonelli, sorta dalle acque alluvionali del Grande Fiume dopo il taglio di Porto Viro nel 1604, ad opera della Repubblica di Venezia per salvaguardare la laguna. Oggi 450 ettari, alle foci del Po . La principale coltura dell’Azienda è quella del risone da seme Si producono e commercializzano anche risi di alta qualità, come il Carnaroli, il Vialone Nano, l’Arborio I.G.P. Si coltivano inoltre frumento, mais, soia, bietole da zucchero ed erba medica, anche biologica.
Il Riso in fase di raccolta , la trebbiatura, l’essiccazione, la qualita’ dalle pratiche colturali alla resa industriale , e anche i valori nutrizionali di un prodotto che è il cereale più diffuso al mondo, alimento base per miliardi di persone. La pianta ha origini asiatiche: i cinesi la coltivavano a scopo alimentare già nel VI millennio a.C., Si diffuse poi in Mesopotamia, Persia, Egitto ed infine in Europa. l’area del Riso del Delta del Po IGP si estende sul cono orientale estremo della pianura padana fra le Regioni Veneto ed Emilia Romagna, nei territori formati dai detriti e riporti del fiume Po e dalle successive opere di trasformazione fondiaria che ne hanno reso possibile la coltivazione. grazie alle caratteristiche del terreno e alla costante brezza dovuta alla vicinanza del mare, dona alle sementi maggiore sanità e germinabilità, caratteristiche ricercate e apprezzate dalle più importanti aziende sementiere italiane.. Nel Veneto il Riso del Delta del Po viene coltivato nei comuni della provincia di Rovigo:Ariano Polesine, Porto Viro, Taglio di Po, Corbola, Papozze, Rosolina e Loreo e Porto Tolle appunto dove ci troviamo. (In quanto IGP anche le Le fasi di trasformazione e confezionamento devono aver luogo all’interno dell’intero territorio delle Regioni Veneto ed Emilia Romagna.)
Dal Veneto all’Emilia , con vini e vendemmia:
Il Top dei vini e dei cibi tipici dell’Emilia Romagna di scena a Villa Garagnani (Zola Predosa – Bologna). l’Assessore Tiberio Rabboni premia i 90 vini top regionali laureati campioni della Guida ‘L’Emilia Romagna da Bere e da Mangiare’ edizione 2011/2012. In un’ideale VIA DEL VINO degustazione con l’aiuto dei sommelier di Ais di centinaia di etichette proposte da una ricca selezione di cantine di tutta l’Emilia Romagna, il meglio della produzione enologica del territorio, dove bianchi freschi leggeri e fruttati (dall’Albana al Pignoletto) si alternano a rossi giovani o strutturati fra cui primeggiano i Sangiovesi in purezza o i blend con Cabernet Sauvignon e Merlot, accompagnati da una rinfrescante selezione di lambruschi fermi e frizzanti. Le migliori etichette regionali si incontrano con le eccellenze gastronomiche, in una golosa VIA DEL GUSTO che abbina i vini alle eccellenze regionali come il Prosciutto di Parma e di Modena, i Salumi Piacentini, il Parmigiano Reggiano con gli Aceti Balsamici Tradizionali, la Mortadella di Bologna, le Pesche Nettarine Igp dell’Emilia Romagna e l’olio extravergine delle colline romagnole abbinato al pane artigianale dell’Appennino Bolognese cotto nel forno a legna.
E il finale al tramonto fin nella notte, a Sorbara , nel modenese, terra di lambruschi: una suggestiva luna piena illumina la seconda edizione di “Lambrusco di Notte”, l’evento ideato dalla Cantina di Sorbara, per spettacolizzare, dopo l’imbrunire, alcune fasi della filiera vitivinicola. Numerosi gli ospiti, in cantina e tra i filari, che hanno potuto seguire le prime fasi di una lavoro complesso che, tra qualche mese, porterà nei bicchieri lo spumeggiante Lambrusco di Sorbara, uno dei più amati e conosciuti vini doc del modenese.Suggestione a parte, la vendemmia nottura è una tecnica innovativa che riduce lo stress termico degli acini, evita eventuali microfermentazioni e mantiene inalterati gli aromi ed i profumi dell’uva. Abituale nelle regioni del sud e nei vitigni a bacca bianca è stata adottata dalla Cantina di Sorbara per migliorare ulteriormente le caratteristiche organolettiche dei propri vini, in particolare lo Spumante di Lambrusco di Sorbara Doc “InPurezza”.ulteriore anello di quella filiera di qualità che dal 1923 caratterizza l’impegno della cantina.
Il programma , dopo la prima uscita di sabato alle 12.30, torna su telesanterno martedi 4 ottobre alle 21. temi che saranno trasmessi anche su Odeon tv il lunedi’ 10 ottobre alle 20.30

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