Riso: semine in partenza. Superfici stabili, in aumento varietà da risotto

riso sisDucato CG'10-12È ormai prossimo l’inizio delle semine del riso in tutto il territorio italiano, a cominciare da chi seminerà in asciutta. La situazione dei terreni appare buona, il tempo sta aiutando nelle preparazioni e si spera in una primavera con un clima più favorevole rispetto alla pessima annata 2013. Ne dà notizia la SIS, la Società Italiana Sementi, impresa leader nella produzione e commercializzazione di riso da seme.
La superficie risicola in Italia per l’imminente campagna resterà invariata o forse aumenterà leggermente a favore delle varietà da risotto, in primo luogo il Volano, la varietà che oramai copre quasi tutta la quota commercializzata con la denominazione riso Arborio. Un calo di aree coltivate è previsto invece per i risi tondi e di tipo Indica. Le zone vocate a riso rimarranno le medesime, con posizione di primo piano per il Vercellese. È invece ipotizzabile, ma non certo, un ridimensionamento delle superfici nel Ferrarese.
Per quanto riguarda il mercato in Italia, il superfino sta crescendo di prezzo, mentre il seme Indica paga la concorrenza dei Paesi asiatici. Più in particolare, è una stagione molto positiva per le varietà da risotto. Nella passata annata i prezzi dei risi superfini erano infatti in calo, o comunque equiparati a quelli della concorrenza straniera. Da qui una disaffezione degli agricoltori che hanno penalizzato inparticolare questo comparto seminando di meno, aiutati in questa scelta anche da condizioni meteo particolarmente sfavorevoli per le semine stesse (primavera piovosa e fredda). Il prodotto di questa tipologia raccolto nel 2013– Baldo, Arborio, Volano, Carnaroli – spesso è risultato di qualità mediocre, innescando così un rialzo del riso superfino (quasi 750 euro a tonnellata per il risone).
D’altro lato il riso a seme Indica soffre invece la concorrenza dei competitors asiatici, in particolare Pakistan, Myanmar e Cambogia, che esportano nel nostro Paese riso semigreggio o bianco lavorato a prezzi molto competitivi, con una conseguente contrazione del mercato del lungo B. In generale le produzioni dell’ultima campagna hanno oscillato tra le 6,5 e le 7 tonnellate per ettaro, con delle rese alla raffinazione tendenzialmente basse (verosimilmente attorno ai 55 kg con un globale di 70/72 kg per i risi da interno e 62 kg di resa per i lunghi da esportazione ed i tondi).
Previsioni per il resto della stagione: in alcuni Paesi europei ci sarà un’ulteriore contrazione, in particolare in Francia, mentre in Italia si parla a livello nazionale di sostanziale stabilità con un recupero di un migliaio di ettari circa.

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