Ritorsioni Russia: Coldiretti, aiuti Ue non sono sufficienti

frutta e verdura
“I 125 milioni complessivamente stanziati dalla Commissione per tutta l’Unione Europea a seguito del blocco delle importazioni in Russia di alcune categorie di prodotti alimentari non sono sufficienti a fronte dei danni diretti e indiretti che si stanno verificando”. E’ quanto ha affermato il vicepresidente della Coldiretti Mauro Tonello alla riunione operativa sul settore ortofrutticolo convocata dal Ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina dopo le ritorsioni decise da Vladimir Putin che ha deciso per ultimo la chiusura di 4 MacDonald’s nel centro di Mosca con la scusa di violazioni sanitarie, mentre si ipotizzano restrizioni per Coca Cola e Apple ma anche per auto e farmaci. “Molto dipenderà dalla tempestività e dalle modalità operative che devono ancora essere definite ma già ora si può dire – sottolinea la Coldiretti – che dall’intervento restano esclusi alcuni prodotti ortofrutticoli ma anche i prodotti diversi dall’ortofrutta ma comunque colpiti dal blocco come carni, pesce e latte e derivati tra i quali ci sono prodotti tipici Made in Italy, dal grana padano al parmigiano reggiano fino al prosciutto di Parma, fortemente danneggiati dall’embargo”.
Complessivamente si stima che solo per l’Italia – precisa la Coldiretti – le spedizioni di prodotti agroalimentari siano totale di circa 200 milioni di euro all’anno. Ed in particolare: l’export di ortofrutta per un importo di 72 milioni di euro nel 2013, le carni per 61 milioni di euro, latte, formaggi e derivati per 45 milioni di euro. Secondo Tonello è anche “tardivo” l’intervento annunciato dal commissario Europeo Dacian Ciolos a sostegno delle pesche e nettarine, in crisi per l’anomalo andamento stagionale che ne ha rallentato i consumi e accavallato i periodi di maturazione con l’aggravio del blocco delle importazioni da parte della Russia. “A questo punto – sostiene Tonello – per accelerare i tempi per il prodotto in eccesso occorre individuare insieme alla beneficenza altre destinazioni come la distillazione e quella energetica. Il canale della beneficienza – spiega – non può infatti da solo assorbire centinaia di migliaia di tonnellate di frutta, che gli agricoltori in parte stanno ancora raccogliendo e in parte sono già nelle celle frigorifere. Tra l’altro questo vorrebbe dire andare avanti per mesi a smaltire, forse fino a dicembre-gennaio. E il ministero si è detto d’accordo su questo punto. Per questo alla riunione tecnica in programma venerdì a Bruxelles, porterà anche una proposta per la distillazione e i biocarburanti”. Coldiretti, aggiunge Tonello, ha anche portato alla riunione di oggi la proposta di “concentrare le risorse disponibili per la promozione a livello nazionale per aumentare l’efficacia di intervento ed evitarne la dispersione. Andrebbero centralizzate presso il ministero, per dare un messaggio che rinfreschi la memoria degli italiani sui prodotti stagionali. Troppo spesso si dimentica che cosa offre la nostra terra e si consumano frutti e verdure che non sono di stagione e che hanno fatto migliaia di chilometri per arrivare sulle nostre tavole e che soprattutto sono stati coltivati in Paesi dove c’è minore attenzione alla salute che in Italia. E’ un’occasione anche per riaffermare il valore del ‘made in Italy'”, conclude.(ANSA).

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