Romagna e Marche: allarme siccità per un autunno senza pioggia

E’ allarme siccità in pieno autunno per la prolungata assenza di precipitazioni che ha colpito molti territori nella stagione tradizionalmente segnata dalla pioggia in Italia. A lanciare l’allarme è la Coldiretti che segnala “gli effetti concreti in Italia del cambiamento del clima denunciati al vertice delle Nazioni Unite in corso a Durban, in Sudafrica. Siamo in presenza – dice – di uno sfasamento stagionale con una differente distribuzione delle pioggia che ha già reso necessari interventi di soccorso su ampi territori del versante nord adriatico”. In Romagna gli invasi della diga di Ridracoli sono quasi a secco e si parla addirittura di un possibile razionamento dell’acqua se la situazione non cambierà mentre nelle Marche – sottolinea l’organizzazione agricola – l’autunno più siccitoso da almeno 50 anni ha indurito i terreni e reso costose e difficili le attività di preparazione e semina dei terreni. Sulla base dei dati agrometeorologici dell’Assam, nel mese di novembre è caduto appena un quarto della pioggia (23 millimetri) rispetto alla media storica mensile del periodo (97 millimetri). L’estate prolungata fino a tutto novembre con temperature fuori dalla media e la perdurante mancanza di acqua – sostiene la Coldiretti – stanno creando seri problemi alle colture in campo e alle semine. In Emilia Romagna, si segnala, è stato necessario deviare per fini potabili a favore della popolazione civile il normale corso delle acque dei canali di bonifica destinati per l’irrigazione dei campi. ll Canale Emilia Romagnolo (Cer) che prende acqua dal Po per portarla in Romagna per irrigare i campi, in questi giorni in cui l’agricoltura non irriga, sta rifornendo – spiega la Coldiretti – la società Romagna Acque. L’intervento di sostegno si è reso necessario dopo che la diga di Ridracoli, massimo serbatoio d’acqua della Romagna, ha visto ridurre ai minimi termini il livello dell’acqua a causa della siccità autunnale. Secondo i dati di Romagna Acque, il livello della diga – continua la Coldiretti – è a 5,5 milioni di metri cubi, vicinissimo quindi ai 5 milioni di metri cubi che fa scattare l’allarme per il prelievo dell’acqua “Gli effetti del cambiamento climatico – continua la Coldiretti – si fanno sentire nelle campagne con un aumento degli eventi estremi e uno sfasamento delle stagioni che è oramai entrato nella norma che rappresenta una nuova sfida per lo sviluppo”. (ANSA).
foto tratta da www.ridracoli.it

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