Romano a Ciolos, se tagli a Pac 5% firmo subito


Le preoccupazioni dell’Italia sulla chiave di ripartizione dei contributi europei nella futura politica agricola comune (Pac), “non erano infondate” per il ministro alle politiche agricole e alimentari, Saverio Romano, che tuttavia, ritiene “positivo” l’incontro che ha avuto oggi a Bruxelles con il commissario all’agricoltura Dacian Ciolos. Una discussione che lo stesso Ciolos – ha indicato il suo portavoce Roger White – ha definito “interessante, soprattutto sulle questioni legati alla riforma della Pac”. Preoccupante per l’Italia infatti è la scelta dei criteri che verranno presi in considerazione nel calcolo di distribuzione dei contributi Ue tra gli Stati membri dopo il 2013. Al ministro, il commissario ha indicato che “nella nuova Pac, utilizzando gli strumenti di calcolo a sua disposizione, il decremento per l’Italia sarebbe dell’ordine del 5%: “Non così drammatico – ha detto Romano – come io avevo paventato. A quel punto mi sono permesso di dire, dove si firma?” Resta la necessità per l’Italia di dare una nuova struttura alla Pac attuale e uno degli elementi centrali sollevati dal ministro è stata la richiesta di riconoscimento della produzione lorda vendibile, e quindi del valore della produzione agricola italiana, come criterio per il calcolo della ripartizione tra i 27 dei contributi europei. Anche perché, ha spiegato il ministro, attraverso il riconoscimento del valore della produzione lorda vendibile “si salvaguardia la qualità e si difende il ‘Made in Italy”, che rappresenta un’altra delle principali richieste italiane alla Commissione. Insomma, Romano ha detto senza mezzi termini che l’Italia “é contraria alla Pac che si sta costruendo in questo momento che risulta essere principalmente imperniata sul criterio della superficie” nel calcolo della ripartizione dei contributi Ue in quanto il bilancio dell’agricoltura è gestito a livello europeo. “Il commissario ha preso l’impegno di tenere conto delle nostre osservazioni – ha aggiunto Romano – dicendoci pure che quello che è in corso di preparazione è un proposta non definitiva. Ma noi intanto non resteremo con le mani in mani”. Del resto – ha proseguito – “ritengo che ci sia un buon margine per trovare una soluzioné. Ora l’Italia riceve solo il 10% della spesa agricola Ue, mentre realizza il 12,6% della produzione Pac e contribuisce con il 14% al bilancio europeo. (ANSA).

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