Rosarno: notte tranquilla

Notte tranquilla a Rosarno dopo gli scontri di ieri che hanno provocato, secondo l’ultimo bilancio, 38 feriti – 20 tra gli extracomunitari e 18 tra le forze dell’ordine – due dei quali sono in gravi condizioni.
Con la partenza di circa 310 immigrati che erano ospitati alla ex “Rognetta”, è calata l’attenzione e i cittadini di Rosarno hanno anche abbandonato la barricata costruita sulla statale 18 e presidiata per tutta la serata di ieri da uomini con bastoni e spranghe. Tolta nella notte anche l’occupazione che una decina di abitanti stavano attuando nel Comune per chiedere l’allontanamento degli immigrati. Resta ancora il blocco stradale lungo la strada che conduce al centro di ricovero per gli immigrati e l’ex Opera Sila che sarà mantenuto – dicono gli occupanti – fino a quando non sarà attuato lo sgombero della struttura.

Polizia e carabinieri del resto si stanno organizzando per trasferire gli immigrati anche dal secondo centro in cui sono ospitati, a Rosarno, una fabbrica dismessa che era gestita dall’ex Opera Sila. Nel centro ci sono circa 500 immigrati e la maggior parte di loro sono regolari. Un gruppo di extracomunitari ha chiesto di andarsene autonomamente raggiungendo la stazione ferroviaria, e alcuni lo hanno fatto singolarmente accompagnati dalle forze dell’ordine. Polizia e carabinieri stanno comunque valutando le singole richieste per evitare iniziative spontanee e singole da parte degli immigrati che possono creare problemi di ordine pubblico legati a possibili reazioni da parte degli abitanti di Rosarno. Si stanno studiando le modalità per eseguire entro 48 ore, così come è stato concordato, il trasferimento degli immigrati nelle condizioni che garantiscano la massima sicurezza.

Il sindaco di Riace Domenico Lucano si e’ detto disponibile ad accogliere alcuni degli immigrati di Rosarno.

“Ieri sono stato a Rosarno – ha aggiunto Lucano, protagonista da tempo di un ampio progetto di accoglienza e di integrazione per gli immigrati nel suo Comune. – e l’impressione che ho tratto è stata assurda. Le condizioni in cui vivono questi immigrati sono inumane, peggiori di quelle dei Paesi da dove provengono. E vedendo dove vivono mi sono vergognato di essere italiano. A noi ci fa comodo utilizzare quelle braccia per il lavoro però mi chiedo come mai questa storia è andata avanti per tanto tempo e nessuno ha mai parlato? Dove sono gli organi di controllo? Quello è tutto lavoro nero collegato con la malavita organizzata”. “Pagando questa gente 15 euro al giorno – ha proseguito Lucano – li abbiamo reso schiavi. Il sud in queste ore si è reso protagonista di una brutta pagina”.

BERTONE: MIGRANTI SFRUTTATI MA LA VIOLENZA NON E’ MAI GIUSTA – Gli scontri tra immigrati e popolazione locale avvenuti in questi giorni in provincia di Reggio Calabria “preoccupano” il Vaticano, soprattutto per “le gravi condizioni di lavoro cui sono sottoposti gli immigrati”, ma “lo strumento della violenza è da bandire”. Lo ha detto il segretario di Stato vaticano, card. Tarcisio Bertone, a margine di una messa celebrata questa mattina nella cappella del governatorato della Città del Vaticano in occasione dell’apertura dell’anno giudiziario. I fatti di Calabria – ha detto – “preoccupano e affliggono tutti, soprattutto per le gravi condizioni di lavoro cui sono sottoposti gli immigrati, che pure offrono un servizio prezioso all’agricoltura e alla comunità locale”. La soluzione, a questo punto, secondo il segretario di Stato, è “un riscatto di vita secondo giustizia. Credo che in questo senso il salmo 71, che invita al rispetto della giustizia e del diritto, aiuti tutti ad agire con modalità positive, ad osservare le leggi, agire secondo giustizia e riportare pace e riconciliazione”. (ANSA)

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