Rosarno: quelle arance malpagate da non cogliere

arancio E adesso che gli extra-comunitari vengono espulsi chi raccogliera’ le arance nella piana di Gioia Tauro a Rosarno? E’ la domanda piu’ ovvia, meno ovvia la risposta del presidente della Coldiretti Calabria Piero Molinaro secondo il quale quelle arance ”resteranno sugli alberi” come gia’ facevano prima in attesa di cadere per terra e finire al macero. La ragione e’ semplice, spiega Piero Molinaro, ”quelle arance, che sono arance da succo, non si raccolgono perche’ il prezzo che viene riconosciuto all’agricoltore e’ di 5-6 centesimi al chilogrammo, visto che una retribuzione legale e’ di 10-12 centesimi per ogni chilo raccolto ecco che l’unica soluzione e’ di lasciarle sulla pianta”. O di farle raccogliere in nero ragione per cui adesso qualcuno dice che a finire il lavoro arriveranno i rumeni. ”Qualcuno lo dice – afferma Molinaro – ma se chi deve fara’ i controlli e chi puo’ dira’ ai controllori di controllare questa situazione finira’. Noi siamo per al tolleranza a doppio zero e ben venga l’etichetta sulla trasparenza di tutta la filiera proposta dal ministro Zaia, proprio come hanno fatto per il latte fresco e per l’olio d’oliva”. Molinaro parla di concorrenza sleale. ”Una concorrenza sleale doppia” che arriva da chi assume lavoratori in nero pagandoli 12-15 euro a giornata (a fronte dei 50-60 euro di un operaio regolare) e dai succhi d’arancia brasiliani che sbarcano nei container al porto di Gioia Tauro o peggio da succhi chimici che sembrano arancia e poi vengono mischiati a una parte del succo vero. Secondo Molinaro ”i lavoratori extracomunitari di Rosarno non sono lì per raccogliere le arance ma piuttosto fanno i dipendenti fantasma di cooperative di carta che lucrano sulla liquidazione della disoccupazione. Un andazzo sul quale la magistratura calabrese sta intervenendo”. Per Molinaro il futuro economico del settore agrumicolo calabrese e’ la diversificazione ”puntare a prodotti di qualita’ come le clementine o le arance per il fresco”. E poi, aggiugne ancora, ”controlli, controlli sulla filiera e giusta retribuzione agli agricoltori”. Le arance sono pagate in media 27 centesimi al chilo nelle campagne, in calo rispetto allo scorso anno e al di sotto dei costi di produzione, ma il prezzo moltiplica fino a 1,55 euro al chilo sul banco dei consumatori con ricarichi del 474%. (ANSA).

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