Salone dell’olio a Vinitaly 2011: gusto piccante con le dop romagnole

Quest’anno l’Emilia Romagna a Vinitaly si tinge di verde, il verde delle olive delle colline romagnole. Gli oli romagnoli sono presenti infatti per la prima volta al SOL, Salone Internazionale dell’Olio ospitato al padiglione C di Veronafiere. Nello spazio di 120 mq, allestito e gestito in coordinamento da Regione ed Enoteca Regionale Emilia Romagna, sono presenti tre aziende – Lo Conte, Terra di Brisighella-CAB e Tenuta Pennita – e tre consorzi – Consorzio Olio DOP “Brisighella”, Organizzazione di Produttori ARPO, Associazione Frantoiani Oleari dell’Emilia Romagna. La produzione di olive dell’Emilia Romagna è di circa 1.000 tonnellate, un nulla se rapportato alle 172.000 di regioni come la Calabria. Più del 90% della produzione è realizzata nelle province romagnole di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini, in cui insistono le due DOP regionali legate all’olio: l’olio di Brisighella DOP e l’olio Colline di Romagna DOP. Proprio in quest’area, tra le più a nord in cui l’olivo è coltivato, nell’ultimo decennio si è assistito al raddoppio della quantità prodotta e parallelamente a una crescita qualitativa che, negli ultimi 5 anni, ha saputo competere con successo con quella di regioni più note per l’oro verde. “Dal 2000 in poi la qualità dell’olio romagnolo non ha cessato di crescere,” afferma Franco Spada dell’ARPO e del Consorzio Olio DOP “Brisighella”, “basta guardare al concorso di Montegridolfo per rendersene conto. Nel 2003, su 60 oli proposti all’assaggio la metà aveva qualche difetto; oggi al massimo se ne trovano 5”. Così, dopo che la guida Slow Food 2011 ha assegnato a Tenuta Pennita e Podere La Torre le tre olive, a Vinitaly arrivano i riconoscimenti della neonata guida del Gambero Rosso, che venerdì 8 aprile alle 15 premierà con le tre foglie due aziende: Tenuta Pennita di Terra del Sole e Tenimenti San Martino in Monte di Modigliana. Risultato del lavoro artigianale di veri e propri integralisti della qualità, con costi di produzione quasi doppi rispetto a quelli di tanti produttori del meridione, quello romagnolo è e rimane un olio di nicchia, noto e apprezzato sul mercato locale e sempre più, specialmente per la DOP Brisighella, anche all’estero. “Si tratta di olii particolarmente piccanti, profumati, ricchi di polifenoli, perché nascono in terreni collinari e in condizioni climatiche particolari, con primavere fresche e condizioni di maturazione ottimali, il cui effetto si può apprezzare anche nel frutto e di conseguenza nell’olio. Quando lo si è provato non si torna più indietro” Spiega Giovanni Bucci, coordinatore della Associazione Frantoiani Oleari dell’Emilia Romagna. “Il prodotto è di alto livello, ma il segreto sta nella cultura.” Gli fa eco Gianluca Tumidei, titolare di Tenuta Pennita , “La cultura dell’olio è indietro di 30 anni rispetto a quella del vino, anche se tra i giovani stanno tornando la curiosità il gusto della qualità di questo prodotto, che non è semplice condimento ma un vero e proprio alimento da capire e degustare.” Per incoraggiare la conoscenza dell’extravergine della regione venerdì 8 aprile alle ore 16.30 presso il Pad. C – Sala Mantegna i consorzi romagnoli presenti organizzano l’incontro “La Romagna e i suoi olii”.

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