Salute: Federalimentare, sbagliato demonizzare lo zucchero


Per Federalimentare è “irresponsabile” affermare che lo zucchero sia nocivo, come sostiene uno studio pubblicato sull’ultimo numero di Nature, e demonizzarne il consumo. Lo zucchero è impiegato da secoli ed è usato nei prodotti alimentari e nelle bevande in tutto il mondo. L’articolo di Nature, ha commentato Andrea Poli, Direttore Scientifico di Nfi – Nutrition Foundation of Italy, “non presenta alcuna ricerca o studio originale, ma ripropone semplicemente il punto di vista dell’autore sulla tossicità del fruttosio, che assieme al glucosio è uno dei due costituenti dello zucchero da cucina (saccarosio). Si tratta di una visione non condivisa da larga parte della comunità scientifica e delle organizzazioni nazionali ed internazionali, che dappertutto promuovono il consumo di frutta, la principale fonte naturale di fruttosio. In Italia l’Inran suggerisce per esempio il consumo di circa 450 g di frutta al giorno, che contengono in media da 18 a 36 grammi di fruttosio (una lattina di una comune bevanda zuccherata ne contiene circa 15)”. “L’effetto del fruttosio sulla pressione arteriosa, citato dall’autore dell’articolo – ha sottolineato Giuseppe Fatati, Presidente di Fondazione Adi (Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica) – è controverso, ed è sostanzialmente supportato da studi che prevedono la sommistrazione o il consumo di quantitativi irrazionalmente elevati di fruttosio. A Dicembre 2011 su Public Health Nutrition, è stato pubblicato l’articolo “Mediterranean diet pyramid today. Science and cultural updates” che conferma il ruolo positivo per la salute di un adeguato consumo di frutta e del modello mediterraneo”. In Italia, aggiunge Michele Carruba, direttore del Centro di Studio e Ricerca sull’Obesità all’ Università degli Studi di Milano, il consumo di zuccheri “non è elevato”, secondo i recenti dati pubblicati dall’Inran relativi ai consumi alimentari nel nostro Paese. “L’obesità da noi ha radici che affondano forse più nell’inattività – spiega Carruba – che nell’eccessivo apporto di calorie. E’ bene rinunciare a facili allarmismi, spesso relativi a singoli ingredienti, e riportare l’attenzione sui concetti di moderazione, equilibrio e attività fisica”.(ANSA).

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