Salvata dalla morte la tartaruga Gea torna in Adriatico

Sopravvissuta al coma per un grave principio di annegamento, dopo una settimana di terapia intensiva presso l’Aba (Associazione Benessere Animale di Spilamberto) e più di tre mesi di convalescenza all’ospedale delle tartarughe della Fondazione Cetacea, la tartaruga Gea (della specie Caretta Caretta, una delle più grandi dell’Adriatico) domenica alle 11 a Riccione potrà finalmente tornare nel ‘suo’ Mare Adriatico, dove i biologi ne seguiranno le migrazioni grazie ad un trasmettitore satellitare. Gea, 85 cm di lunghezza per un peso di 90 Kg, è una femmina molto grande ed in età produttiva, quindi di grandissimo valore biologico: un esemplare del genere è in grado di deporre fino a 200 uova in un anno. Nel giugno scorso Gea era rimasta vittima involontaria di una battuta di pesca con le reti a strascico; trovata al largo di Cesenatico dal motopeschereccio Rimas, era stata portata a riva e affidata alle cure della Fondazione Cetacea di Riccione. La tartaruga era in uno stato comatoso per un grave principio di annegamento. Per 7 giorni Gea è rimasta tra la vita e la morte. Ora è pronta a tornare a casa. Per le sue grandi dimensioni, Gea sarà ora di grande aiuto alla ricerca: è infatti un esemplare idoneo per l’applicazione di un trasmettitore satellitare, un apparecchio di piccole dimensioni che verrà applicato sul carapace della tartaruga e che per diversi mesi trasmetterà la sua posizione nel Mar Mediterraneo, fornendo importanti informazioni sulla temperatura dell’acqua, sulle latitudini in cui Gea si sposterà e sulle apnee della tartaruga in mare. Con l’arrivo dei primi freddi Gea dovrebbe puntare a sud, verso le spiagge nord-africane per trascorrere l’inverno, per poi tornare in Adriatico il prossimo anno. (ANSA).

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