Salvato il cocomero gigante della Valdichiana

Una volta era famoso in terra d’Arezzo ed era il protagonista della tavola da ferragosto in poi. E’ il cocomero gigante della Valdichiana, noto anche come cocomero gigante di Fontarronco, dal nome della storica e famosa tenuta che si trova proprio nel cuore della Valdichiana. I più anziani ricordano le “gare” fra produttori per il cocomero di maggiori dimensioni, che superavano facilmente i 20 chili di peso. Poi con gli anni e l’introduzione di nuove “cultivar” provenienti dall’estero e soprattutto americane (come il diffusissimo Crimson Sweet, il cocomero dei giorni nostri), il cocomero della Valdichiana non aveva più fatto parlare di sé e si era temuto per la sua scomparsa. Grazie alla pazienza di alcuni agricoltori-ortolani della zona e alla passione dei tecnici dell’azienda agricola sperimentale della Regione Toscana di Cesa (Marciano della Chiana) una piccola quantità di “seme sano”, non incrociato con altre specie, si è salvato. Finora era stato gelosamente custodito e tramandato di padre in figlio, coltivato solo in piccolissimi orti e destinato esclusivamente all’autoconsumo, mai alla vendita e alla conservazione del seme. Ora invece il seme è riprodotto, in condizioni di sicurezza affinché se ne mantenga la purezza, all’interno dell’azienda agricola regionale e così ne viene salvaguardata la germinabilità. La specie fa ora parte della Banca del germoplasma della Regione Toscana e la sua scheda identificativa completa, con la storia e le foto, comprese quelle storiche in bianco e nero, è visibile sul sito dedicato. Non vi sono notizie precise sull’introduzione di questa specie in Valdichiana, che probabilmente è avvenuta nella seconda metà del 1800. La zona di produzione aveva il centro nella tenuta di Fontarronco e si espandeva nei comuni della Valdichiana aretina: Foiano della Chiana, Castiglion Fiorentino, Cortona, Marciano della Chiana, Monte San Savino, Lucignano, una zona particolarmente vocata alle produzioni ortive da frutto a ciclo tardivo, come questo cocomero (che si raccoglieva da dopo ferragosto fino alla prima metà di settembre), qualitativamente e quantitativamente eccellenti. Chi volesse recuperarne la coltivazione può richiedere i semi all’azienda della Regione (0575-842579) e potrà averli gratuitamente. (ANSA).

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