Salvatore Barbagallo è il nuovo dirigente generale della pesca. “Occorre sfruttare le opportunità del Fep”

Da qualche giorno e’ al lavoro al dipartimento regionale degli Interventi per la pesca Salvatore Barbagallo, accademico dell’universita’ di Catania, nominato, con incarico ad interim, nuovo dirigente generale del dipartimento. Barbagallo ha sostituito Calogero Giammaria Sparma che e’ entrato a far parte della Giunta regionale come assessore al Territorio e all’Ambiente.
Sono tante le ”battaglie” da combattere a livello europeo e italiano per la pesca siciliana, afferma Barbagallo. ”Ho trovato un dipartimento in salute – dice Barbagallo – nel quale spero di rimanere il piu’ possibile per proseguire l’ottimo lavoro del mio predecessore. Sono tante le cose da fare e dobbiamo impegnarci per sfruttare al massimo le opportunita’ del Fondo europeo per la pesca”. Ma alcuni dettami di Bruxelles rischiano di penalizzare il comparto siciliano. Sul fronte delle regole comunitarie, il dipartimento infatti si sta impegnando per presentare all’Unione europea uno studio, con la collaborazione del Cnr e dell’Ispe, sulla pesca di calamaretti, cappuccetto e cicirello, le specie, cioe’, quelle che non si possono piu’ catturare con le maglie da 40 mm. ”L’obiettivo e’ dimostrare che – spiega Barbagallo – che non si fa nessun danno all’ambiente perche’ queste specie sono gia’ adulte quando vengono pescate”. All’Ue verra’ anche chiesta una deroga all’attuale limite di pesca del novellame di sarda fissata in 60 giorni all’anno. ”Nel piano di gestione che la Sicilia ha presentato all’Unione europea – aggiunge Barbagallo – e’ prevista una deroga per evitare che venga abolita la possibilita’ di pescare il novellame in Sicilia. Speriamo che questa deroga possa essere accolta. E’ un tipo di pesca che interessa circa 300 imbarcazioni in Sicilia ed e’ quindi una grande risorsa per la nostra regione”. Gia’ approvata, invece, la graduatoria dei 160 progetti ammessi a contributo per la misura del Fondo europeo della pesca (Fep) che riguarda l’ammodernamento dei natanti. Le istanze pervenute erano 220, delle quali 35 giudicate non ricevibili, 25 non finanziabili. Gli interventi che saranno finanziati, con circa tre milioni e mezzo di euro, sono indirizzati a sostenere l’economia dei piccoli motopescherecci di tutte le marinerie siciliane attraverso la riconversione dei sistemi di pesca verso un minore impatto ambientale, ammodernamento delle imbarcazioni, interventi per la sicurezza e il miglioramento delle condizioni di lavoro, la sostituzione degli attrezzi e l’innovazione tecnologica. Fra poco sara’ pubblicata anche la graduatoria per i Piani di gestione locali, che consentono ai pescatori, all’interno di zone identificate, di stabilire regole per la pesca che valgano per tutti. ”In questo modo, le norme – conclude Barbagallo – per la prima volta verranno stabilite dal basso e quando saranno approvate varranno, in quelle zone che speriamo possano coprire tutta la costa siciliana, solo quelle regole”. (ANSA).

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