San Giovanni Battista e la notte magica

Agri 972_20130622_Tranche 03-3Il Santo della settimana è Giovanni Battista, un personaggio unico nel suo genere. Ad esempio è l’unico santo per il quale la chiesa celebra sia la nascita (24 giugno) sia la morte (29 agosto), onore riservato altrimenti solo alla Beata Vergine Maria e a Gesù Cristo.
Da tempo immemorabile, inoltre, nella notte che precede la natività di san Giovanni vengono celebrati riti purificatori e propiziatori. Dapprima come celebrazione del solstizio d’estate, poi come festa religiosa, questa notte magica ha sempre rappresentato una delle pagine più ricche del folklore mondiale.
Ma vediamo chi era Giovanni Battista e soprattutto perché si merita tante attenzioni.
Di poco più giovane di Cristo, ne fu il precursore e colui che lo battezzò. Iniziò la sua opera dopo avere vissuto molti anni nel deserto, cibandosi di locuste e miele, coperto da una pelle di cammello e una cintura di cuoio.
Ebbe come discepoli gli apostoli Andrea e Pietro e, in un certo senso, lo stesso Gesù. Fu ucciso da Erode Antipa che, per esaudire un desiderio dell’amante e cognata Erodiade, offrì la testa del Santo su di un piatto alla giovane Salomè, figlia di Erodiade. Erode Antipa, degno figlio di Erode il Grande, quello della “Strage degli innocenti”, fu anche colui che condannò Gesù dopo la “rinuncia” di Ponzio Pilato,
Torniamo ora alle tradizioni. La più conosciuta è quella dei falò, che vengono accesi nella magica notte per salvaguardare la salute e i beni dell’uomo, allontanando malattie e calamità. I fuochi pare proteggano i prodotti della terra, dal mal di testa (basta far tre giri intorno al fuoco facendosi il segno della croce) e sono infallibili nel toner lontane le streghe, come ricorda questo proverbio istriano: San Giovanni col su’ fogo brusa le strighe, el moro e l’lovo (San Giovanni col suo fuoco brucia le streghe, il moro e il lupo).
Oltre alla ritualità legata al sole solstiziale e al fuoco, un ruolo importante nella notte di san Giovanni lo gioca la rugiada, fenomeno dalle virtù fecondatrici. La rugiada che cade in questa notte ha straordinarie facoltà ed è soprattutto una panacea per gli occhi e la vista in genere, come ricordano questi proverbi.
Il primo è marchigiano, di Fabriano: La guazza di Santo Gioanno fa guarì da ogni malanno (La rugiada di san Giovanni guarisce ogni malanno). Il secondo, parmense, è ancor più generico: Ciapèr la rusèda (Prendere la rugiada) .
Per chiudere, il rimedio dei rimedi, l’aglio bagnato dalla rugiada della notte di san Giovanni. Si dice che abbia il pregio di proteggere da ogni maleficio, tanto che nel giorno di san Giovanni è ancora usanza, in diverse località, tenere la fiera dell’aglio.

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