San Giuseppe e la festa del papà

san giuseppeOggi, 19 marzo, si festeggiano sia san Giuseppe sia i papà. Cos’hanno in comune queste due feste?
In Italia sono una sola cosa, anche se la Festa del papà è una festa civile, mentre quella del padre putativo di Gesù e chiaramente religiosa. In marzo il papà si festeggia anche in Spagna, Portogallo e pochi altri Paesi. In quasi tutto il mondo la festa del papà è la terza domenica di giugno, come negli Stati Uniti, in gran parte delle Americhe e dell’Europa. In Oceania è in settembre, e nei paesi scandinavi in novembre. Tornando in Italia, la Chiesa ha deciso di far coincidere le due date: dopotutto sempre di papà si tratta.
Ma esiste qualche tradizione particolare per questo giorno? A parte quella recente e consumistica di fare un piccolo regalo ai papà, ci sono diverse tradizioni su san Giuseppe. Una è quella dei dolci, che con poche varianti da regione e regione si ripete in tutta Italia. Due i dolci più diffusi, entrambi ripieni di creme e confetture: le zeppole, a volte come a Roma chiamati “Bignè di san Giuseppe”, diffuse in tutto il Centro-Sud, e le raviole, nelle varianti al forno e fritte, comuni al Nord. L’altra tradizione sono i fuochi: grandi falò vengono accesi per san Giuseppe, fuochi che segnano il passaggio dall’inverno alla primavera nei quali si bruciano le cose vecchie come a fine anno.
Tornando a san Giuseppe, chi era veramente? I testi sacri restano sul vago : su Giuseppe si sa poco. Di certo è il padre putativo di Gesù, dove “putativo” sta ad indicare colui “che era creduto” padre di Gesù (dal latino puto, “credo”). In alcuni testi si parla di una persona anziana, vedova e con 6 figli, che prese nella propria casa Maria per volontà di Dio. Altri sostengono che fosse un coetaneo di Maria, che durante il periodo di “prova” : allora si conviveva un anno prima del matrimonio, venne informato dell’arrivo di Gesù (per opera dello Spirito Santo) dall’Arcangelo Gabriele. Di certo, era discendente della famiglia di re David.
Ma era almeno falegname? Forse, i testi sacri dicono che faceva il “téktón”, che in greco può essere tradotto in vari modi, essendo un titolo che indica chi svolge attività economiche legate all’edilizia. Perciò, falegname ci può stare, ma molto più probabilmente, considerato il periodo storico e il luogo, Giuseppe lavorava il legno e la pietra, e dunque era un po’ carpentiere e un po’ scalpellino e costruiva case.
foto http://www.flickr.com/photos/60816141@N05/7358765674/

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