San Pietro Celestino, il papa del “gran rifiuto”, e san Bernardino

Agri 967_20130518_ Tranche 02-1La recente abdicazione di papa Benedetto XVI ha destato stupore nel mondo cattolico e a molti è venuto in mente che già nel 1294 accadde qualcosa di simile. Il protagonista del più celebre rifiuto al papato è san Pietro Celestino. Festeggiato il 19 maggio, di origini molisane, il futuro papa Celestino V era in origine un novizio benedettino che amava la vita eremitica. Dopo una breve esperienza nella zona della Maiella, si stabilì sul monte Morrone, fondando la comunità che da lui prese il nome di “frati Celestini”. Nel 1294 – quando aveva già 85 anni – fu incoronato controvoglia papa, titolo al quale rinunciò dopo meno di 4 mesi, periodo durante il quale Celestino, più avvezzo alle grotte di monte Marrone che ai complotti di Roma, combinò parecchi pasticci: il santo infatti non parlava latino, sapeva leggere a malapena ed era sprovvisto di qualsivoglia malizia, indispensabile per sopravvivere agli intrighi della Chiesa. È il patrono di Isernia, dei rilegatori di libri e copatrono de L’Aquila.
Altrettanto nostrano è il secondo santo: Bernardino da Siena. Vissuto tra il XIV e il XV secolo, si distinse come uno dei maggior predicatori dell’epoca. Instancabile parlatore, fece gran uso del nome di Gesù, usando come insegna il trigramma ora famoso, composto dalle lettere IHS (il nome del Signore nella forma greca: Iesus Hominis Salus): simbolo che poi venne adottato dai Gesuiti. Per via della sua convincente parlantina e dell’uso del «marchio», è stato scelto come patrono dai predicatori e dai pubblicitari. Viene inoltre invocato in caso di raucedine e di malattie polmonari, affezioni delle quali soffrì e che lo portarono alla morte.
Gli stenografi, infine, lo considerano il proprio patrono, dato che tutte le sue prediche venivano trascritte con uno stilo su tavolette di cera, parola per parola, con la tecnica della tachigrafia (che è l’antenata della stenografia).
Bernardino è festeggiato il 20 maggio.
San Bernardino è molto popolare in alcune regioni italiane e, per via del nome dalla facile rima, compare in parecchi proverbi.
Uno di questi è il carpigiano: Per San Bernardèin, ogni erba fà fèin e significa che “Per san Bernardino, ogni erba fa fieno”, cioè che in maggio ogni erba, essendo giovane e fresca, è buona da mangiare. Divertente anche il toscano: “Il lino, per San Bernardino, vuol fiorir alto o piccino”, proverbio che ricorda che per la festa del Santo fiorisce la piantina del lino.
di Andrea Malossini

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